Finanza
Il paziente è stabile ma l’ansia cresce
Raffica di telefonate al 118 e agli ambulatori dell’Asl 2
LUCCA. «Anche mentre dormi sei un combattente: sconfiggi questa malattia e rialzati in piedi. Noi ti stiamo aspettando». Se l’affetto degli amici fosse un antidoto contro la meningite, il 30enne di Chiesina Uzzanese che da ieri è ricoverato nella rianimazione del San Luca, starebbe già meglio. Decine di ragazzi e ragazze hanno voluto testimoniare la propria vicinanza al ragazzo lasciando un messaggio sul suo profilo Facebook.
Intanto i medici di Lucca definiscono “stazionarie” le condizioni dell’uomo, che ha passato una notte tranquilla. Domani si potrà capire qualcosa di più sul decorso della malattia: la città rimane col fiato sospeso e incrocia le dita. Dai medici traspare cauto ottimismo, ma è presto per sbilanciarsi.
La questione riguarderebbe Lucca solo dal punto di vista delle cure, se non fosse che il ragazzo nei giorni precedenti ha frequentato abbastanza il nostro territorio e l’Asl prende le giuste precauzioni per evitare il rischio contagi. Era iscritto alla palestra New Gym di Altopascio, dove è andato ad allenarsi anche di recente: per la precisione il 4, l’8 e l’11 gennaio. Sono queste le date cerchiate sul comunicato che l’Asl 2 di Lucca ha inviato ai titolari del centro sportivo, affinché informino la clientela. In pratica, chi ha frequentato la palestra, in particolare la sala pesi, tra le 18 e le 21 dei tre giorni suddetti, viene invitato a contattare un medico per valutare l’opportunità di fare la profilassi. Stesso discorso per le persone che la sera del 12 gennaio sono state a cena al ristorante giapponese Oshii di Lucca, dove il 30enne di Chiesina ha trascorso la serata.
Sono i gli unici due episodi che interessano il dipartimento Prevenzione di piazza Aldo Moro, che (con il 118) è stato invaso da una marea di telefonate di gente in preda a psicosi da meningococco. «Non c’è motivo di essere allarmati – spiega il dottor Alberto Tomasi, direttore del dipartimento – Le persone che hanno chiamato spesso volevano solo informazioni, in qualche modo cercavano di essere rassicurate. I soggetti che invitiamo a fare la profilassi sono pochi, giusto quelli che hanno condiviso gli spazi con il ragazzo nei giorni precedenti. Difficile dire quanti sono sino a ora: alcuni hanno chiamato in ambulatorio, altri il 118, altri ancora si sono rivolti al medico di base. Indicativamente, direi che si tratta di una ventina di persone». Tra loro c’è un ragazzo che si è allenato in palestra col 30enne di Chiesina: è stato tra i primi a mettersi in contatto con l’Asl. «In cosa consiste la profilassi? Niente di particolare – spiega Tomasi – Si tratta di ingerire una pasticca di antibiotico, Ciproxin 500 per la precisione, che mette al riparo dal contagio. Il meningococco è un batteriofragile e se lo si aggredisce prima che si moltiplichi, si elimina facilmente».
La profilassi è diversa dal vaccino: evita il rischio immediato, non futuro. «Sulle 220mila persone presenti nel territorio dell’ormai ex Asl 2 – spiega Tomasi – i vaccinati contro la meningite sono meno del 10%. La campagna per ragazzi e adulti under 45 è iniziata la scorsa primavera, dopo che in aprile si erano manifestati due casi di meningite sul nostro territorio (un’impiegata di 27 anni e un ragazzo di 29). A oggi abbiamo somministrato circa 14.000 vaccini. A questi si aggiungono i bambini: dal 2006 vacciniamo i nuovi nati contro il meningoccco di tipo B e dal 2014 contro il C. Ogni anno ne facciamo circa 1.800, vale a dire l’85% dei nati». Intanto, ieri, il dottor Luigi Rossi, responsabile del distretto della Piana, ha partecipato al tavolo convocato dalla Regione: «Si è deciso di dare avvio a un’indagine epidemiologica per scoprire le cause di tutti questi casi toscani. Lucca? Non è tra le zone più colpite ma non abbassiamo la guardia».
Altro servizio alle pagg. 2-3
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