Sicurezza
Comitato di sicurezza allargato per contrastare la criminalità
LUCCA. Potrebbe tenersi già venerdì prossimo il comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica allargato a tutti i rappresentanti lucchesi in Parlamento e al sottosegretario all’Interno, Domenico...
LUCCA. Potrebbe tenersi già venerdì prossimo il comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica allargato a tutti i rappresentanti lucchesi in Parlamento e al sottosegretario all’Interno, Domenico Manzione, per avviare una riflessione su quanto sta avvenendo nella nostra provincia dove l’indice della criminalità appare in netto rialzo e crescono le difficoltà di contrasto del fenomeno, al di là dell’impegno costante e continuo delle forze dell’ordine. Appare impossibile l’ipotesi che in Lucchesia possano essere inviati più uomini. Semmai, durante il comitato, verrà affrontato il tema di un migliore coordinamento e di un più efficiente utilizzo di carabinieri e poliziotti. Se la priorità oggi sono i reati predatori lo sforzo di tutte le componenti - politica, magistratura, forze di polizia - deve essere rivolto a contrastare, prevenire o reprimere le rapine e i furti. Anche il sindaco Tambellini, nell’esprimere la solidarietà sua e della giunta al gioielliere Del Pecchia, fa sua la proposta di un comitato straordinario con la partecipazione dei parlamentari lucchesi: « Questo episodio, unito alla catena ininterrotta di reati che si stanno verificando da tempo, segna il passaggio ad una fase nella quale il ricorso ai toni ordinari deve lasciar spazio ad un atteggiamento consapevole della gravità del periodo che buona parte del Paese sta vivendo. Forze di polizia, magistratura e amministrazioni di qualsiasi colore politico non possono, da sole, far fronte alla situazione di emergenza che si va creando. Trovo assurdo connotare di significati politici la recrudescenza di questa tipologia di reati. Né il sistema penale, né il sistema carcerario, né il modello di gestione degli aspetti patologici legati ai flussi migratori risultano adeguati alle emergenze. Le autorità di pubblica sicurezza con i mezzi e gli uomini a disposizione e, soprattutto, nel contesto normativo vigente non riescono a dare risposte adeguate al bisogno di sicurezza dei cittadini. Ignorare le ragioni della paura rischia di pregiudicare la corretta dinamica democratica tra istituzioni e cittadini. C'è bisogno di risposte concrete e decise. Penso che il legislatore debba riformare il sistema penale tenendo conto della necessità di consentire alle forze di polizia e alla magistratura una repressione rapida ed efficace. L’effettività della pena è, da tempo, un ricordo. Ritengo che, di fronte al gravissimo problema delle condizioni disumane dei detenuti sia stato miope percorrere la strada dei provvedimenti di clemenza (indulti, svuotacarceri) anziché compiere un programma di edificazione di nuove carceri. Chiedo al Prefetto di convocare una riunione estendendo l’invito a tutti i rappresentanti lucchesi del Parlamento e al sottosegretario Manzione». (l.t.)
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