Trasporti
«Mille posti letto, e l’85% è abusivo»
L’albergatore e presidente Fiavet Merlo scrive a Franceschini chiedendo verifiche sulle strutture ricettive non in regola
BAGNI DI LUCCA. «Ministro, l'abusivismo nel campo dell'accoglienza turistica dilaga, mette in grave crisi le strutture regolari, sottrae posti di lavoro ed entrate per l'erario. Per combatterlo è sufficiente andare su Internet e disporre controlli sugli abusivi, invece di tartassare con tre visite l'anno i complessi in regola, per verificare se i pagamenti on line su pos trovano riscontro con le ricevute fiscali alla clientela»: ' questo il succo dell'accorata lettera inviata al ministro del turismo, Dario Franceschini, dall'albergatore Damiano Marino Merlo, operatore storico a Bagni di Lucca e presidente dell'associazione di categoria Fiavet.
Merlo ricorda gli impegni presi dal ministro alla Bto tenutasi nella Fortezza da Basso a Firenze a inizio dicembre, e ora ne sollecita iniziative concrete, prima che gli hotel che rispettano le norme e pagano le tasse chiudano tutti, uno dopo l'altro, affossati dalla concorrenza sleale, che tanto danno reca anche allo Stato per la forte evasione fiscale che caratterizza molte gestioni.
«Se non ricordo male – scrive Merlo – lei ministro disse che “qualcosa bisogna fare, saranno prese idonee misure”. Ricordo che la Fiavet avverte che l'abusivismo uccide un'azienda regolare al giorno. Fare impresa in Italia è già molto complicato. Se gli operatori si devono misurare anche con soggetti abusivi che alimentano una concorrenza sleale la situazione diventa insostenibile».
L'albergatore, che gestisce dal 1977 l'hotel Corona e dal 1980 l'albergo Regina, fa parte di una famiglia che da generazioni opera nel turismo in una cittadina, Bagni di Lucca, di poco più di 6.000 abitanti, che offre 140 posti letto nelle cinque strutture alberghiere. Ma su Internet, scrive Merlo a Franceschini, «ho contato circa 1000 posti di strutture extra alberghiere, fra B& B, affittacamere e agriturismi, dei quali l'85 % abusivi. Sono allo stremo coi miei due alberghi d'epoca: in uno l'attività è a singhiozzo per due mesi l'anno; nell'altro è cessato il servizio di notte, è limitata a fasce la presenza diurna di personale alla reception, e occorre digitare il codice per l'apertura del portone principale, mentre i saloni sono deserti».
Merlo esprime anche, nella lettera, sconcerto per l'atteggiamento riscontrato in una riunione di operatori di pubblici esercizi i quali, di fronte al tema dell'abusivismo, «hanno risposto: “ma no, lasciateli lavorare, non disturbate B&B e gli altri, sono una risorsa per la zona (leggi: per noi bar, ristoranti, negozi). Le cameriere, al nero, potranno così comprare l'intimo”. Tre elettori del Pd, incontrati per caso sabato, mi dicono: “Hai sentito, il ministro Franceschini sull'abusivismo turistico prenderà misure idonee” e, a seguire “chissà se e quando le prenderà”».
Da rilevare che nella nostra provincia, negli anni passati, c'era stata un’iniziativa congiunta di Camera di Commercio e Guardia di Finanza, mirata a individuare gli abusi su sollecitazione delle associazioni di categoria. Altre verifiche, a Lucca, erano state disposte dal Comune, anche al fine di controllare la corretta corresponsione della tassa di soggiorno.
Ora Merlo chiede un'azione strutturale e non episodica, a tutela degli albergatori che rispettano le norme e contro l'evasione fiscale e il lavoro nero.
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