Il Tirreno

Lucca

La disperazione degli operatori «Così ci condannate a morte»

«Questa è un’imposizione, l’avete capito che noi non ci vogliamo andare alle Tagliate?». È questo il messaggio che emerge con più forza dalla platea degli ambulanti in risposta alle parole di...

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«Questa è un’imposizione, l’avete capito che noi non ci vogliamo andare alle Tagliate?». È questo il messaggio che emerge con più forza dalla platea degli ambulanti in risposta alle parole di Lemucchi. «Qui si ragione non sul se ma sul come», ha detto l’assessore al commercio. E da quel momento la polemica si è fatta rovente. «Aspetta il prossimo sindaco che ci spostano un’altra volta», urlano dalle “retrovie”. Capofila della contestazione, Leo Garofani che, documenti alla mano, incalza l’assessore dicendo: «E se non dovesse funzionare? Siamo condannati. Può essere fatto a norma anche il mercato dei Bacchettoni. Noi ricominceremo la raccolta firme anche se so che non ve ne frega nulla, tanto voi lo stipendio ce l’avete. Noi alle Tagliate non ci sentiamo in grado di lavorare quindi se è necessario impugneremo la delibera e faremo ricorso al Tar». E tra interventi urlati e risposte categoriche, il dibattito a tratti si arena. Finché, Giovanni Martini, non chiede una votazione per alzata di mano: «Chi è favorevole al trasferimento alzi la mano». Nella sala una quarantina di ambulanti: ad alzare la mano sono in due. «Noi al mercato ci si lavora tutti i giorni - dice un’ambulante - quando piove e quando tira vento. Alle Tagliate bastano due gocce d’acqua e si allaga tutto. Non vogliamo lavorare con i piedi nell’acqua. Al mercato di Pontedera una navetta gratuita porta i cittadini fino al mercato e fa una corsa ogni mezz’ora. Qui quale servizio viene garantito? Nessuno. Al massimo un grande evento pubblicitario che dura un giorno e che non ha alcuna utilità nel lungo periodo». (f.s.)

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