Il dolore
Finge l’incidente e spilla soldi: denunciato
Un ex dirigente di basket raggirato si rivolge alla polizia e smaschera il truffatore, allontanato dalla città per tre anni
LUCCA. Una truffa che non passa mai di moda e che era già stata esportata sessant’anni fa in Canada da emigranti italiani avvezzi a sbarcare il lunario con espedienti e mezzucci da ciarlatano. Si tratta del raggiro legato al falso investimento sulle strisce pedonali. Un modo per ingannare automobilisti in buona fede e spillare piccole somme di denaro evitando di far intervenire le forze dell’ordine per i rilievi e quindi l’aumento dell’assicurazione sull’auto. Un truffatore seriale di 59 anni originario di Torino è stato smascherato da un dirigente sportivo lucchese che lavora nel ramo assicurativo. L’agente, dopo aver subito la fregatura consegnando 90 euro dall’imbroglione, ha riflettuto meglio su quanto era accaduto, è tornato sul luogo dello pseudo investimento e constatando che il pedone era ancora lì in prossimità delle strisce pedonali in attesa di tirare un altro bidone ha avvertito il 113 consentendo alla polizia di cogliere sul fatto l’impostore. Accompagnato in questura il truffatore piemontese, non nuovo ad imprese simili (tre pagine di precedenti di polizia per reati contro il patrimonio), è stato denunciato a piede libero e rimesso in libertà. Nei suoi confronti è scattato il provvedimento di allontanamento dal territorio provinciale, il foglio di via obbligatorio, per tre anni.
I fatti. Sono le 18,30 di lunedì sera. Il dirigente di una squadra di basket maschile esce dallo studio e s’incammina verso la sua auto per andare a prendere moglie e figli. Ha parcheggiato in piazza Santa Maria. Il tempo di mettere in moto ed uscire fuori dalla porta che, a una velocità di 20 chilometri orari, scorge in prossimità delle strisce pedonali accanto al chiosco dei bomboloni da Piero. «Ero appena partito e non superavo di certo i 20 all’ora. - racconta l’agente assicuratore da decenni nel basket - Era buio, ma ho visto nitidamente quell’uomo accanto alle strisce pedonali. L’ho superato e un secondo dopo ho sentito un tonfo sordo. Ho guardato nello specchietto retrovisore e ho visto l’uomo sdraiato sull’attraversamento pedonale. Immediatamente ho accostato la macchina, sono sceso e sono corso verso di lui per prestargli aiuto. Indossava una giacca con camicia e pantaloni e appena si è rialzato mi ha mostrato uno strappo su un calzoni all’altezza del ginocchio dolorante e che sembrava sbucciato. Non mi ero reso conto di averlo investito. Gli ho detto se voleva chiamassi un’ambulanza o i vigili. Ma lui mi mostrava i pantaloni lacerati ripetendo che costavano 120 euro. Vista la situazione gli ho detto che in tasca avevo 90 euro e potevo offrire solo quelli. Lui non se l’è fatto dire due volte. Ha preso i soldi e si è allontanato».
Arriva la polizia. Ma risalito in auto e percorso un chilometro ha ripensato a quanto gli era accaduto e si è convinto che era stato buggerato. Così, dopo aver preso la moglie e averla riportata a casa, ha deciso di tornare a porta Santa Maria. E lì è arriva la conferma ai suoi sospetti. «L’investito era ancora lì accanto alle strisce che attendeva una nuova preda. - riprende l’assicuratore - A quel punto mi sono sentito preso per i fondelli e ho telefonato al 113 raccontando l’accaduto. Io ho perso 90 euro, ma non volevo che altre persone subissero la mia sorte». Morale? Agenti della volante sono giunti in zona e dopo aver chiesto i documenti al pedone lo hanno caricato in auto e trasferito in questura. In tasca aveva i 90 euro del dirigente della pallacanestro. Che li ha riavuti al termine del procedimento.
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