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Lucca

Muore senza assistenza

Muore senza assistenza

Invalido al 100% chiede l’accompagnamento, Inps glielo nega

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LUCCA. Era malato, era stato riconosciuto come invalido civile grave al 100% e aveva chiesto all’Inps l’assegno di accompagnamento. Giorgio Ginotti, 76 anni, ex bancario in pensione, non ha fatto in tempo a ottenere quei 508 euro mensili che gli sarebbero stati utili ad affrontare la malattia e a pagare qualcuno che potesse aiutarlo 24 ore su 24. È morto il 23 dicembre, senza la dovuta assistenza. Ma la battaglia che aveva intrapreso con l’istituto di previdenza non finisce. A portarla avanti è Franco Stepic, consulente dell’Aducons (Uil) di Lucca, che ha presentato un esposto alla procura. «Il signor Ginotti – spiega Stepic – il 16 giugno era stato riconosciuto dall’Inps e dall’Asl 2 come invalido civile ultra65enne-grave al 100%. Ciò nonostante quattro funzionari Istituto nazionale di previdenza, in aperta violazione delle legge 509/1988, 80/2006 e 241/1990, gli hanno negato l’assegno mensile dell’accompagnamento. Il 23 dicembre, due giorni prima di Natale, Ginotti è morto: inutile è stato il ricorso giudiziario presentato in vita contro l’Inps davanti al tribunale di Lucca, di fronte al giudice del lavoro e della previdenza sociale».

Una vicenda triste, che amareggia i familiari di Ginotti e lo stesso Stepic, che si domanda che fine facciano i 16 miliardi e mezzo che lo Stato destina agli invalidi civili ultra 65enni gravi.

Sia Stepic che l’avvocato Adriana Tellini hanno scritto più volte all’Inps per ottenere quanto ritenuto dovuto, ma l’Istituto ha sempre risposto negativamente. Nel carteggio intercorso Inps spiega che il riconoscimento sanitario del 100% di invalidità non costituisce la base per il riconoscimento dell’indennità di accompagnamento. «Il verbale sanitario – scrive l’istituto nazionale di previdenza – deve riportare, con riferimento al soggetto valutato, l’impossibilità di deambulare senza l’aiuto permanente di un accompagnatore o, non essendo in grado di compiere gli atti quotidiani della vita, il bisogno di un’assistenza continua». Fattispecie che secondo Inps non si riscontravano nel caso del signor Ginotti. La vicenda, ora passa nelle mani della procura di Lucca. (g.p.)

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