Sicurezza
Nuovo appalto Rsa, sindacati all’attacco
Cgil e Uil chiedono un intervento della Prefettura. Gara chiusa il 23 dicembre: tra un mese l’affidamento
LUCCA. A circa due settimane dalla chiusura della gara per l’affidamento in concessione privata della Pia Casa e del centro anziani di Monte San Quirico, i sindacati Cgil e Uil intervengono di nuovo sull’argomento chiedendo al Comune «di rivedere le proprie scelte». In tutto sono quattro le ditte che hanno presentato un’offerta entro il 23 dicembre e ora spetterà alla commissione stabilire chi abbia le carte in regola per la gestione del servizio. Per l’affidamento vero e proprio, che avverrà solo dopo l’esame della documentazione, ci vorrà ancora un altro mese. Il valore presunto della concessione delle due Rsa per tre anni è stimato in oltre 12 milioni di euro. Ma intanto i sindacati si scagliano contro i meccanismi di gara che, sostengono Cgil e Uil «privilegiano l’offerta economica della concessione rispetto alla qualità del progetto». Le due case di riposo, da tre anni, sono gestite dalla cooperativa bergamasca Kcs che però non ha partecipato alla gara per la concessione privata: la paura dei 180 dipendenti è che, col cambio di gestione, i loro posti di lavoro siano a rischio. Cgil e Uil, che hanno chiesto anche un nuovo incontro in Prefettura, spiegano che «l’accordo raggiunto con le associazioni di categoria è relativo alla “clausola sociale” che introduce meccanismi a tutela del diritto di prelazione nelle assunzioni del personale attualmente alle dipendenze di Kcs e a salvaguardia dell’occupazione». Il problema però, stando a quanto riferiscono ancora i sindacati è che «l’analisi economica circa le potenzialità delle due residenze messe a bando e degli attuali livelli di utilizzo sono stati possibili solo dopo la pubblicazione del bando. Analisi dalla quale emerge che è chiaro il rischio di tagli consistenti all’organico». Già lo scorso 22 dicembre, alcuni dipendenti della Kcs, avevano denunciato la presenza di alcune presunte incongruenze di tipo economico all’interno del capitolato evidenziando un ammanco di 400.000 euro. «Da uno studio approfondito emerge - avevano scritto i dipendenti della cooperativa - che il valore annuale stimato è di oltre quattro milioni di euro mentre i dati di occupazione delle due Rsa e delle strutture collegate portano a una quantificazione pari a circa 3.600.000 euro». Un ammanco di 400.000 euro dunque che continua a spaventare i dipendenti - preoccupati che a pagare le conseguenze di quello che definiscono «un errore», siano proprio loro. «Non si può ignorare ed è allarmante - concludono i sindacati - che una cooperativa sociale della consistenza della Kcs, titolare dell’appalto delle Rsa per circa 15 anni, che ha investito molto nell’attività in questione, abbia fatto la scelta di non partecipare alla gara». L’amministrazione comunale, precisa che «essendo tuttora in corso la gara ritiene indispensabile non entrare nel merito della procedura, a vantaggio di tutti i soggetti coinvolti ribadendo tuttavia le motivazioni che hanno portato all'espletamento della gara stessa, vale a dire continuare a garantire un servizio essenziale per la comunità in maniera sostenibile per il bilancio dell'ente ed in linea con gli standard della Regione Toscana».
(f.s.)
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