Il dolore
Case popolari condomini morosi per milioni di euro
In provincia, ventuno comuni sono a credito verso l’Erp Dodici sono a debito, ma con importi molto alti
LUCCA. Adesso basta, siamo stufi di pagare per gli altri: si può sintetizzare in questa frase la reazione del sindaco di Altopascio Maurizio Marchetti, che torna sulla questione della gestione dell’edilizia popolare. Sotto accusa il fatto che mentre alcune realtà (Altopascio in primis) hanno pagato tutto il dovuto, altre, invece “vantano” debiti enormi. Dopo aver sollevato diverse volte il problema nell'assemblea dell' Erp il sindaco di Altopascio Marchetti annuncia un provvedimento shock per denunciare quella che definisce l'inerzia dei vertici dell'ente che gestisce le case popolari della provincia di Lucca.
«La questione è semplice – spiega Marchetti – con il sistema attuale di gestione dell'Erp e l'enorme debito che alcuni Comuni hanno accumulato assistiamo a una solidarietà alla rovescia, con alcuni Comuni che finanziano le spese di altri. I numeri sono chiarissimi e sono indignato per l'indifferenza dei vertici di Erp che, a distanza di anni dalla mia denuncia, hanno inviato in questi giorni una lettera che fotografa impietosamente uno stato di fatto al 31 dicembre 2014, ovvero l'ultimo bilancio approvato, che conferma la notevole situazione debitoria di alcuni enti. A questo punto, visto che Altopascio ha sempre pagato regolarmente, assicurando che lo facessero anche gli abitanti delle sue case popolari, accumulando un credito di oltre 214mila euro, che ci pone in testa a questa classifica, per 4 anni smettiamo di pagare quello che dobbiamo secondo il contratto di servizio. Quando tutti saranno in pari, ricominceremo».
Questi i numeri contenuti nella lettera a firma del presidente dell’Erp Francesco Franceschini e citati da Marchetti: il Comune Altopascio vanta (e non è l'unico, ma tutti gli altri con importi minori) un credito di 214mila euro.
Questi, invece, i dati di fine del 2014, messi in relazione con quelli del maggio 2013, del debito, inseriti in parentesi, di alcuni Comuni: Viareggio 1 milione e 741mila euro (1.680.000 euro nel maggio 2013), Lucca 1.170.000 euro (1.568.000), Capannori 229mila euro (546mila), Camaiore 156mila euro (106mila euro), Pietrasanta 114mila euro (565mila euro), Massarosa 11mila euro (106mila euro ).
Complessivamente sui 34 Comuni lucchesi (nell’elenco, che studia la situazione al 31 dicembre 2014, sono indicati separatamente anche Giuncugnano e Sillano, che proprio fino a quella data erano due municipalità distinte) la maggior parte - 21 contro 13 - vantavano un credito con l’Erp, con quello di Altopascio che ha quello maggiore, ossia 214.637 euro. Ma anche se il numero di Comuni in debito è minore, la cifra complessiva spettante è assai più grande del credito.
Nel dettaglio, i 21 Comuni in credito erano, in ordine alfabetico, Altopascio, Barga, Borgo a Mozzano, Camporgiano, Careggine, Castelnuovo, Castiglione, Fabbriche di Vergemoli, Gallicano, Minucciano, Molazzana, Montecarlo, Piazza al Serchio, Pieve Fosciana, Porcari, Seravezza, Sillano, Stazzema, Vagli Sotto, Villa Basilica e Villacollemandina. In totale il credito ammontava a 566.152 euro.
Molti meno (ma molto più alta la cifra complessiva dovuta) i Comuni in debito. Si tratta di Bagni di Lucca, Camaiore, Capannori, Coreglia Antelminelli, Forte dei Marmi, Fosciandora, Giuncugnano, Lucca, Massarosa, Pescaglia, Pietrasanta, San Romano e Viareggio. In totale il debito ammonta a 3.490.575 euro. «Risulta evidente che questo fortissimo debito, che somma l'inadempienza degli affitti alle spese di gestione, penalizza tutto il servizio, visto che le manutenzioni vengono effettuate a fatica – continua Marchetti – e si usano i soldi dei Comuni più piccoli o comunque di quelli che rispettano norme e correttezza per riparare i danni degli altri. Se è vero che qualche Comune ha provato a ridurre il debito, le sofferenze sono ancora troppo elevate e non basta che Erp invii una lettera. Per questo confermo la nostra linea: sospensione per almeno 4 anni di ogni nostro pagamento, poi si vedrà».
Luigi Spinosi
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