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Palazzo Bernardini (per ora) non si vende

Palazzo Bernardini (per ora) non si vende

Lucca, rimarrà a servizio delle imprese. Ma potrà essere ceduto a enti od organizzazioni del territorio

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LUCCA. I turisti si fermano immancabilmente a osservare la “finestra del diavolo”, certo non sanno che dentro l’imponente palazzo Bernardini per decenni si è riunito il “gabinetto” degli industriali lucchesi. E non è detto che continui ad essere così. Perché al momento il palazzo continuerà a essere a servizio delle imprese lucchesi. Ma la possibilità di una cessione - seppur con una procedura “rafforzata” e alcuni vincoli precisi - è espressamente prevista.

Il documento che disegna il destino di palazzo Bernardini è il “Regolamento sulle proprietà e le partecipazioni strategiche”. Nel quale si spiega, innanzitutto che lo storico complesso (insieme alla sede di Confindustria Pistoia e ad alcune partecipazioni societarie) transita nel patrimonio della nuova Assindustria unica.

Ma - soprattutto - si spiega che «palazzo Bernardini è interessato e gravato da un vincolo di destinazione a sede per il prevalente svolgimento di attività di rappresentanza, tutela ed erogazione di servizi alle imprese del territorio della provincia di Lucca associate al sistema di Confindustria».

A leggere questi passaggi si ha la sensazione - e forse anche qualcosa di più - che non cambierà molto, almeno nel rapporto del palazzo con l’esterno e con le aziende associati. Ma il futuro potrebbe essere diverso.

Perché il vincolo potrà essere rimosso o modificato, anche se servirà la maggioranza qualificata del Consiglio generale di Confindustria Toscana nord. E la rimozione o modifica potranno avvenire in due casi. Il primo è “interno”, nel caso l’immobile venga destinato «a servizio di nuove attività individuate dal consiglio generale in coerenza con la mission e le attività istituzionali dell’associazione o con gli interessi del territorio». Il secondo, più importante, è quello che prevede la vendita del palazzo. In questo caso l’acquirente «dovrà preferibilmente essere un ente e/o organizzazione che persegua statutariamente scopi di utilità sociale e promozione dello sviluppo economico nel territorio di riferimento», in questo caso della provincia di Lucca. Un identikit che potrebbe far pensare a una fondazione bancaria. L’anno scorso si parlò, non a caso, dell’interessamento della Fondazione Cassa di Risparmio. Ma, da allora, niente di concreto è stato raggiunto.

Luca Cinotti

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