Il dolore
Tante promesse, niente lavoro
La Cisl sul caso Alce: «Che fine hanno fatto le promesse per gli ex dipendenti?»
BAGNI DI LUCCA. Che fine hanno fatto gli impegni presi per tutelare i lavoratori dell’Alce? E l’allarme inquinamento era giustificato? Se lo chiede, con un duro intervento, il sindacato Fistel Cisl.
«Sono passati 3 mesi, dal quel fatidico 9 ottobre – scrive il sindacato – quando i circa 40 dipendenti dell’Azienda Alce furono licenziati. Solo per ricordare: Alce Spa, è un azienda che ha avuto un’attività centenaria per la produzione di carta semichimica e tannino per la concia, che negli ultimi anni, provò a fare una riconversione del sito, utilizzando il castagno non più per fare carta, ma combustibile per un termovalorizzatore a biomasse e continuare ad estrarre il tannino. Unica riconversione possibile per salvare l’ultimo pezzettino industriale nel comune, e garantire l’occupazione a quasi tutti i lavoratori. Inutile oramai, ripercorrere la vicenda sulla mancata riconversione dello stabilimento per attribuire responsabilità, tra l’altro note a tutti, ma solo per chiedere, a chi pensava di risolvere il problema occupazionale dei lavoratori di Alce con percorsi diversi, che fine hanno fatto gli impegni assunti (in primis dall’amministrazione comunale di Bagni di Lucca), negli incontri istituzionali per individuare o creare opportunità di lavoro per quei lavoratori di Alce a oggi licenziati e senza lavoro?».
«Come organizzazione sindacale – riprende la nota Cisl – abbiamo sempre cercato di individuare percorsi sostenibili e compatibili. E in un momento di crisi come quello che abbiamo vissuto, e che purtroppo stiamo ancora attraversando, riteniamo poco corretto il comportamento di taluni, soprattutto verso i lavoratori, per aver fatto promesse “alternative”, senza un minimo di garanzie operative e di progettualità reale. Oggi, fa ancor più rabbia, ricordare quegli incontri, tutti quei sostenitori agguerriti che accusavano l’eventuale riconversione del sito come fonte certa di inquinamento da polveri sottili per il territorio. Ma, purtroppo, gli ultimi rilevamenti del 2014 e 2015, a stabilimento fermo dal 2011, hanno registrato dati preoccupanti sulla qualità dell’aria proprio lì. Qui sorge la domanda scontata: ma oggi va bene così? E tutti quei salvatori dell’ambiente dove sono? Forse oggi va bene così ? Come Fistel crediamo di aver perso tutti la sfida di non aver saputo coniugare la qualità e la sostenibilità ambientale con il mondo dell’impresa, impoverendo di fatto un pezzo di territorio già devastato dalla crisi. Sperando quantomeno che nessuno si dimentichi degli ex lavoratori di Alce».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
