Sicurezza
A spasso nel fango per entrare in città
Con la pioggia il marciapiede che da viale Marconi arriva a Porta Elisa è impraticabile, e chi esce rischia di cadere nel fosso
LUCCA. Il bello e il brutto separati da una carreggiata. È la scena che si presenta all’ingresso di Porta Elisa: basta voltare lo sguardo da un lato all’altro per trovarsi davanti a due situazioni diametralmente opposte, con uno stesso protagonista: il marciapiede. Bello, con le sue mattonelle appena sistemate, quello alla sinistra (per chi entra a Lucca) di Porta Elisa, un percorso da ciclocross quello a destra.
Una differenza e una vicinanza che se da un lato mettono in risalto – in positivo – la qualità del lavoro fatto su un versante della strada (in occasione dei lavori per la realizzazione della rotonda, di cui il marciapiede costituisce un’opera accessoria), dall’altro, proprio quel confronto, è impietoso per il lato “tagliato fuori” da quei lavori. E sì che la strada su cui si affacciano è la stessa.
In questi giorni di pioggia camminare sul marciapiede al lato nord di piazzale Mei è sconsigliato, a meno di non indossare stivali. L’intero marciapiede, anche proseguendo verso viale Marconi, è una distesa di fango. Quando va bene, perché qua e là, soprattutto avvicinandosi a Porta Elisa, occorre impegnarsi non poco per evitare le pozzanghere che, in alcuni punti, occupano il passaggio pedonale per tutta la larghezza del camminamento. In sintesi, evitare di finirci dentro è quasi impossibile. Una situazione potenzialmente pericolosa, specialmente “in uscita” da Porta Elisa nelle ore notturne. La pozzanghera più grande, che si forma ogni volta che piove, la si incontra appena usciti dalla Porta, e andando verso viale Marconi. Per scansare quella pozza d’acqua si deve scendere sulla carreggiata stradale, oppure, la si può aggirare da sinistra, camminando in prossimità del prato. Ed ecco il pericolo: di notte quel tratto è poco illuminato e il marciapiede si restringe subito dopo la pozzanghera, e a camminare troppo sulla sinistra, dove c’è ancora un po’ di erbetta, si rischia di finire nella condotta pubblica, visto in quel punto non c’è alcuna protezione.
Un piccolo problema forse, ma per chi parcheggia, per fare un esempio, in via Pesciatina, e si vuol muovere verso Lucca centro, viene spontaneo passare di lì. E anche volendo andare sul marciapiede opposto (quello bello), bisogna comunque fare un tratto sul fango, perché la terra ha ormai preso il sopravvento sul ghiaino che era stato sparso sul percorso pedonale.
Un “intervento tampone”, magari sotto forma di altro brecciolino, sarebbe auspicabile, in attesa di un intervento strutturale che sulla carta esiste, ma che, in pratica, non si sa quando potrà essere realizzato.
«Si tratta del concetto di proseguimento della pista ciclabile, che sta interessando tutta la circonferenza attorno alle mura – spiega l’assessore Celestino Marchini – il procedimento adottato è intervenire un pezzo alla volta, man mano che ci sono le possibilità economiche. In questo caso specifico c’è l’idea di fare quanto prima almeno un pezzo di percorso. Quando ci saranno i soldi».
Quindi si tratta di aspettare, e, in caso di pioggia, di scegliere bene quale strada fare e quale tipo di scarpe indossare. Comunque, nell’attesa, oltre a qualche badilata di ghiaino, servirebbe almeno un qualcosa a proteggere i pedoni dal “rischio tuffo”, fosse anche solo un transenna.
Luigi Spinosi
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