Il Tirreno

Lucca

Carmine, slitta il bando per il privato

Carmine, slitta il bando per il privato

Sarà pubblicato tra alcuni mesi, quando saranno avviati i lavori di consolidamento strutturale e adeguamento antisismico

3 MINUTI DI LETTURA





LUCCA. Slittamento in vista per il bando con lo scopo di individuare un privato disposto a investire sul mercato del Carmine: disposto a spendere circa cinque milioni per completare il recupero strutturale (in particolare dell’ex chiesa) e disposto a trasformare il complesso monumentale di origini trecentesche in cuore commerciale - negozi e mercato agroalimentare - del centro storico corredato di una piccola struttura ricettiva.

La decisione dell’amministrazione potrebbe arrivare al termine della riflessione (in corso) su tempi e tabella di marcia da rispettare.

Con tutte le probabilità infatti si propenderà per pubblicare il bando quando i lavori di risanamento strutturale saranno avviati e non all’inizio dell’anno (il 2016), come era invece l’intenzione.

Da parte sua, la fondazione Cassa di Risparmio di Lucca ha confermato il suo contributo (tre milioni di euro nel complesso). Ma se era passata dai tavoli dei soggetti interessati al recupero dell’antico mercato l’potesi che potesse essere la Fondazione ad accollarsi anche l’esecuzione della parte maggiore dei lavori (il risanamento strutturale e l’adeguamento alla normativa antisismica) adesso invece sembra consolidata l’ipotesi che sarà il Comune a completare i lavori con i soldi della Fondazione.

Con i primi cinquecentomila euro è stato realizzato il primo intervento, quello finalizzato alla copertura delle arcate al piano superiore del mercato. Per il secondo lotto di intervento la progettazione è in corso, conferma l’assessore Giovanni Lemucchi. A progettazione ultimata si procederà al bando per l’assegnazione delle opere. E, a intervento avviato, il passaggio successivo riguarderà invece il bando per l’assegnazione del recupero finale della struttura e la sua gestione.

Per questo i tempi di quest’ultimo avviso, finalizzato alla ricerca di un soggetto privato, sono destinati a slittare. Non un tempo lungo: questione, probabilmente, di alcuni mesi.

È stata determinante, ai fini dello svolgimento della parte maggiore delle opere (quelle del costo di due milioni, appunto) la certezza ottenuta dalla Fondazione Cassa di Risparmio di poter usufruire dell’Art Bonus (credito di imposta disposto dal governo ai soggetti finanziatori di interventi di recupero del patrimonio pubblico) anche attraverso l’intervento indiretto sull’immobile: ovvero finanziando i lavori anche senza svolgerli (come invece la Fondazione ha fatto per la quasi totalità dei lavori per le Mura).

A questo scopo era stato rivolto un interpello al ministero dei Beni culturali. In prima battuta la risposta era stata negativa, e infatti era spuntata l’ipotesi di una realizzazione diretta dell’intervento da parte dell’ente di San Micheletto.

La risposta è stata poi riconsiderata dal ministero e praticamente trasformata nel suo opposto, ovvero nella certezza che anche con l’intervento indiretto avrebbe potuto usufruire dell’Art Bonus, in pratica di un rimborso del contributo pari al 65 per cento del suo importo complessivo.

Addirittura, la risoluzione del ministero è diventata una circolare (la numero 87-E-15 dell’ottobre 2015) inviata all’Acri (associazione fondazioni Casse di Risparmio spa) affinché la divulgasse tra i suoi associati. A questo scopo infatti l’amministrazione comunale e la Fondazione Crl hanno stipulato un protocollo di intesa in cui erano contenuti tutti gli estremi e le motivazioni del contributo che sarebbe stato erogato, finalizzato appunto al recupero di un bene pubblico.

Barbara Antoni

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa