Italia
Barga, esche avvelenate in centro
Sono morti già quattro animali. Spuntano i cartelli per avvisare i proprietari, che ora hanno paura
BARGA. «Anche gli animali sono creature di Dio e hanno il diritto di vivere. Chi usa violenza contro di loro non è un uomo, ma solo un vigliacco!». Questo è quanto scritto a mano su un pezzo di cartone posto sopra uno dei tanti cartelli col logo della Polizia Municipale di Barga e messi nel centro storico a tutela della salute dei cittadini e dei loro animali. Cartelli che avvertono: «Attenzione, sospetto esche velenose». Fino a poco tempo fa, nella zona del teatro dei Differenti, c'era invece un altro cartello, autografo e con cui si invitavano i padroni di cani a prestare attenzione.
Due elementi, questi, come punto di partenza per una “fotografia” sulla situazione che si respira in Barga Vecchia, ascoltando pure i pensieri di alcuni abitanti e proprietari di animali a quattro zampe del centro, colpiti dalla morte della volpe, dei due cani e del gatto. La storia, visibile agli occhi dei barghigiani, è stata confermata con gli avvisi affissi dalla Municipale e disseminati in quelle zone dove si presume siano avvenuti gli avvelenamenti.
“Attenzione, sospetto esche velenose”, si può oggi trovare lungo il classico giro che i cittadini e proprietari di cani fanno tra le vie del cuore della loro città assieme ai propri amici a quattro zampe: da porta Reale fino a piazza Salvi, nella zona di piazza S. Felice e del Crocifisso, la strada a rasentare il bastione del duomo, scendendo infine verso via del Pretorio a tornare al punto iniziale. Esternamente al centro, ma vicini, sono gli avvisi all'entrata di parco Kennedy. Tante le famiglie di Barga Vecchia con un cane, o gatto, e rimaste colpite da quanto accaduto nelle scorse settimane: hanno confessato “timore per il proprio animale a quattro zampe, ma anche verso quanti, ponendo un occhio di riguardo ai bambini, potrebbero ingerire o sfiorare accidentalmente le polpette velenose”. “Io porto il cane al guinzaglio a prescindere, ma ora, lo uso a maggior ragione facendo pure attenzione dove si ferma”, racconta un abitante del centro. Ma c'è anche chi, durante la passeggiata pomeridiana o serale col proprio cane, momento quest'ultimo dov'è indicato stare più attenti perché è difficile vedere cosa accidentalmente l'animale, seppur tenuto al guinzaglio, potrebbe ingerire, leccare o annusare, evita il centro storico. «Alcuni prendono la macchina e lo portano a giro da un'altra parte», racconta una signora. Questa è una parte sull'umore in centro, a difesa e tutela del proprio amico, degli abitanti, e dove si sostiene che questa è «una situazione forte, a cui porre rimedio, in modo che non avvengano nuovi casi simili ad altri animali o, nel peggiore delle ipotesi, a un bambino o adulto».
Un timore acuito dal ricordo di casi passati simili, o analoghi, a quelli recenti: in Barga si ricordano, ad esempio, i fatti del 2012. I cittadini, intanto, si muovono, con una raccolta di firme. E anche Arca della Valle, associazione animalista barghigiana, annuncia il suo futuro impegno a sensibilizzare la cittadinanza: «Stiamo pensando, come direttivo - spiega la presidente Bonsignori -, di organizzare un'iniziativa nel giro delle prossime settimane a ricordare gli animali scomparsi».
Francesco Cosimini
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