La manifestazione
Si abbassano due saracinesche storiche nel cuore di Barga
BARGA. Due negozi storici del capoluogo hanno abbassato le saracinesche, lasciando un po’ di malinconia e tanti spunti su cui riflettere. Il nuovo anno, quindi, ha salutato per sempre la Sartoria...
BARGA. Due negozi storici del capoluogo hanno abbassato le saracinesche, lasciando un po’ di malinconia e tanti spunti su cui riflettere. Il nuovo anno, quindi, ha salutato per sempre la Sartoria Santi al Giardino, e la Pasticceria Baiocchi, in via Pascoli nei pressi di Ponte Vecchio. Due esercizi nati praticamente in epoche difficili, che hanno conosciuto il dramma del post guerra mondiale e i sogni del boom economico, e che ora resteranno nell'album dei ricordi di migliaia di barghigiani, e non solo.
Diversi i motivi che hanno portato a questa decisione drastica. La storica Sartoria Santi, nel cuore del centro commerciale barghigiano, fu creata nel 1946 da Vincenzo Pieri, il fondatore che ben presto lasciò l'attività al nipote Albino Santi, secondo e ultimo gestore di un negozio che ha vestito la "créme" del paese, e soprattutto meta dei tanti stranieri attratti dalla moda italiana e dal savoir di Albino. Erano anni d'oro, quelli a cavallo tra il '50 e la fine degli anni '70, quando ancora la grande distribuzione di massa non intaccava il ruolo del sarto e, soprattutto, quando gli abiti (da sposa, o da rappresentanza, senza contare le prime minigonne) erano fatti su misura. Nei periodi migliori, la Sartoria Santi aveva anche otto dipendenti, segno di una scuola, quella dei Sarti barghigiana, conosciuta in tutta la Valle. Poi, l'avanzare dell'età e soprattutto l'invasione dei capi già confezionati, ha cambiato il modus operandi di Albino e Mara, sua moglie, anche se gli interni, fino all'ultimo giorno, sono rimasti quelli dell'epoca.
Diverso invece il discorso per il Bar Pasticceria Baiocchi, quasi alle spalle della sartoria. Nato nel secondo dopoguerra come azienda familiare, da circa mezzo secolo l'attività era in via Pascoli, nel fondo della famiglia Redini. Per la signora Daniela Monti, l'ultimo gestore, la conclusione del contratto d'affitto è coincisa con la decisione di chiudere baracca e burattini. Non ci saranno "traslochi" o riaperture immediate. Anzi, a sentire gli avventori più affezionati, si tratta di un addio. Un'altra cartolina di Barga centro che entra nell'album dei ricordi, come i gelati apprezzati da tutti, e come la cordialità dei proprietari.
Una coincidenza beffarda, visto che la chiusura di queste due storiche attività è avvenuta proprio in concomitanza con la riqualificazione del Giardino, e l'impegno messo in campo dall'amministrazione per rilanciare il tessuto commerciale del capoluogo. (n.b.)
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