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Code per i biglietti al terminal dei bus

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LUCCA. Ancora disagi per i pendolari sugli autobus della CTT nelle tratte Lucca-Pisa e Lucca-Firenze. Ieri mattina infatti, studenti e lavoratori, si sono trovati a dover fare code lunghissime che...

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LUCCA. Ancora disagi per i pendolari sugli autobus della CTT nelle tratte Lucca-Pisa e Lucca-Firenze. Ieri mattina infatti, studenti e lavoratori, si sono trovati a dover fare code lunghissime che arrivavano fin fuori le porte della biglietteria di Piazzale Verdi solo per poter acquistare il biglietto. Già alle otto di mattina la situazione ha iniziato ad avere del paradossale: «C'è una sola persona a fare i biglietti, la macchinetta è rotta e l'impiegata sta facendo anche degli abbonamenti che richiedono molto più tempo. E' diventato difficile fare un biglietto, tutte le volte si rischia di perdere il pullman» dice una ragazza che lavora all'Università di Pisa. «Non sapevano che oggi ci sarebbe stato il rientro a lavoro per molte persone? Non potevano premunirsi?» le fa eco una signora che lavora all'ospedale di Careggi a Firenze. Molti, spazientiti, hanno iniziato a protestare ma con poco frutto: «È così quasi sempre, manca il personale» afferma un anziano diretto a Pietrasanta. Alcuni hanno pensato di fare il biglietto sugli autobus, cosa che prevede una maggiorazione del costo del biglietto di 50 centesimi, ma anche questa volta i disagi non sono mancati, la maggior parte degli utenti, infatti, si è lamentata per il comportamento poco appropriato da parte dei conducenti: «Non è possibile sentirsi sempre rispondere di traverso o essere quasi mandati a quel paese quando si chiede di fare il biglietto sul mezzo» dice un signore di San Concordio.

Questa situazione va avanti da un bel po’ di tempo e alcune volte i passeggeri si trovano a dover tentare la sorte usufruendo della corsa senza biglietto: «succede spesso che siano gli stessi conducenti a dirti di non fare il biglietto, o perché non ne hanno voglia, o perché non hanno da farti il resto o per altre ragioni, comunque di solito sono molto urtati dalla richiesta», afferma Massimo, insegnante di Molina di Quosa. (t.b.c.)

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