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False “Pagine gialle” vendute alle ditte Indaga l’Antitrust

False “Pagine gialle” vendute alle ditte Indaga l’Antitrust

LUCCA. L’assonanza, in effetti, è di quelle che possono ingannare: “ElencoGialle”, che niente però ha a che fare con le più note (e più storiche) Pagine gialle. Un’assonanza che può condurre in...

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LUCCA. L’assonanza, in effetti, è di quelle che possono ingannare: “ElencoGialle”, che niente però ha a che fare con le più note (e più storiche) Pagine gialle. Un’assonanza che può condurre in errore le aziende contattate e che si aggiunge a una pratica che alcune associazioni dei consumatori (compresa la Federconsumatori di Lucca) ritengono essere non corretta. E così sul caso indagherà l’Autorità garante della concorrenza e del mercato, meglio conosciuta come Antitrust.

Le segnalazioni sono arrivate, oltre che falla Federconsumatori di Lucca, da quelle di Rimini e Arezzo e dalla Lega consumatori di Rovigo.

Secondo quanto ricostruito sulla base di queste denunce, a proporre il servizio è la società “Dati Telecom SL”, con sede legale a Barcellona, in Spagna, che gestisce una banca dati denominata “ElencoGialle”, accessibile tramite Internet.

Secondo quanto riportato in un documento dell’Antitrust, «Dati Telecom Sl fornisce alle microimprese destinatarie della pratica commerciale un servizio oneroso in abbonamento della durata di due anni, non liberamente richiesto da queste ultime, consistente nell’inserimento dei dati dell’impresa nel database». In sostanza - ricostruisce l’Antitrust - la Dati Telecom prima fa una preiscrizione dell’impresa nel database e poi «invia a queste ultime una lettera recante l’intestazione “ElencoGialle” che richiama, per colore e grafia, il marchio delle “Pagine gialle”».

Oltretutto, fa presente l’Antitrust, tutte le aziende a cui arriva la proposta sono già clienti delle Pagine Gialle. E la lettera loro inviata invita «a verificare i propri dati in parte già precompilati, come se si trattasse di una verifica dei dati aziendali necessaria alla corretta pubblicazione negli elenchi di categoria delle Pagine Gialle».

Se il destinatario della proposta accetta, sottoscrivendo il modulo allegato alla lettera, si determina «la sottoscrizione inconsapevole dell’abbonamento biennale. Le microimprese vengono a conoscenza dell’esistenza del vincolo contrattuale solo a seguito dell’invio della fattura di pagamento relativa all’intero biennio, alla quale segue, nel caso in cui tale fattura non sia stata pagata, l’invio di ripetuti solleciti ed intimazioni di pagamento accompagnati dalla minaccia di intraprendere nei loro confronti azioni legali di recupero credito». Per di più, precisa l’Antitrust, viene ostacolato il diritto di recesso, spedendo la fattura solo quando i termini per far valere questo diritto sono ormai trascorsi. Abbastanza per dare il via a un procedimento istruttorio, che ora dovrà verificare se ci sono violazioni al codice del consumo e, nel caso, sanzionare la società con sede in Spagna.

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