Sicurezza
Caminetti ecologici Dai 1.500 ai 4.000 euro per la conversione
I focolari domestici sono romantici ma anche inquinanti Ma ci sono delle alternative per chi non vuole rinunciarvi
CAPANNORI. Stop ai vecchi caminetti, tanto cari a molti, indubbiamente romantici, ma anche molto inquinanti. No, non ci sarà nessun divieto come nel 2010. I caminetti si potranno continuare ad accendere, ma il sindaco di Capannori, Luca Menesini, ha scritto una lettera alla Regione per chiedere un contributo, una sorta di eco-bonus per incentivare il passaggio di stufe e caminetti tradizionali a modelli più moderni ed efficienti, quindi meno inquinanti.
È uno dei punti di forza del piano antismog varato dai comuni di Capannori, Lucca, Porcari, Altopascio e Montecarlo, perché proprio i camini e le stufe a legna, sistemi semplicissimi che si usano da secoli e profondamente radicati nella cultura delle zone, producono le emissioni più dannose. Lo dice uno studio di Arpat del marzo scorso, secondo cui nei giorni di sforamento il 47% delle pm10 deriva dalla combustione delle biomasse e dal riscaldamento domestico (camini e stufe a legna e fuochi all'aperto), oltre al traffico e all'inquinamento delle industrie. Ma quanto costa mandare in soffitta un vecchio caminetto? Si parte da 1.500 euro per arrivare anche fino a 4000 euro.
Le strade, in sostanza, sono due, ovvero convertire un caminetto classico in uno più moderno e performante, oppure acquistare un termocamino di nuova generazione (ad acqua o aria) che può arrivare a scaldare tutta la casa e ridurre le emissioni di polveri sottili.
«I camini che producono i più alti livelli di combustione atmosferica sono quelli aperti – spiegano dall'azienda Giampaolo Mattiello di Guamo – per passare da un caminetto aperto a chiuso si inseriscono dei monoblocchi in acciaio o ghisa, forniti appunto di un vetro frontale per regolare la combustione della fiamma. In parole povere tanto più elevata è la combustione e tanto più si contengono le evacuazioni di polveri sottili. Esistono in commercio diversi modelli e i costi variano a seconda delle caratteristiche tecniche. Si parte comunque da 1500 euro».
Un altro sistema è il termocamino. Il principio fisico e chimico non cambia, c’è sempre la combustione della fiamma. «In questo caso si può fornire anche acqua calda per i sanitari o farsi una doccia. Oggi le famiglie al primo acquisto sono indirizzate su caminetti e stufe di nuova generazione. Benvengano quindi gli incentivi della Regione, che darebbero impulso al settore e quindi la possibilità di avere case dotate di sistemi più efficienti e puliti».
Il crepitio della fiamma del focolare domestico è romantico, ma non bisogna dimenticarsi della sicurezza e della salute. E poi non piace più a nessuno l’odore di fumo, la polvere della cenere che si deposita ovunque e il rischio di lasciare il fuoco incustodito non lascia tranquilli. Nessun problema anche per gli amanti delle grigliate di carne e pesce: «Alcuni camini hanno un vetro che va su e giù o a sportello – spiegano dalla ditta Farnesi di Lucca - anche con i nuovi sistemi però non si perde nulla del romanticismo del classico caminetto, le grigliate si sono possono fare, anche se con un inserto gli spazi sono più ridotti. I costi? Variano in base al tipo di canna fumaria e agli ambienti da scaldare. La combustione è a legna o pellet e da questa produzione si potrebbe creare un indotto importante per il territorio».
Intanto, in attesa degli incentivi regionali, il governo ha prorogato anche nel 2016 l'ecobonus, una detrazione fiscale al 65% (in dieci anni) che favorisce la riqualificazione energetica degli edifici, compresi caminetti e stufe.
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