Il Tirreno

Lucca

Un parcheggio riservato... a tutti

Un parcheggio riservato... a tutti

Basta premere un pulsante per accedere all’area di sosta per i disabili, senza rischiare multe

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LUCCA. Non chiedono privilegi, ma più semplicemente diritti, senza dimenticare i propri doveri. Passa dall’ospedale San Luca il nuovo capitolo della guerra agli ostacoli, portata avanti da Domico Passalacqua e da Eugenio Pepi (anche se a Lucca è universalmente conosciuto come “Bomboloni da Piero”, per la sua attività).

Diritti e doveri dicevamo e, infatti, il primo appunto mosso riguarda proprio il comportamento della polizia municipale: «Qui davanti all’ospedale – spiega Passalacqua – il parcheggio selvaggio è la regola, anche nello slargo riservato ai pullman, che spesso non possono accostare al marciapiede perché nel mezzo c’è un’auto (e, in quel modo, diventa inutile la pedana ribassata per le carrozzine ndr). Adesso, grazie a un accordo tra Comune e Asl, i vigili possono fare le multe anche in questa zona. E infatti l’hanno fatto, e hanno fatto bene. L’unico appunto, però, è che hanno multato tutte le vetture tranne quelle che esponevano il tagliando per disabili. Ma, così come difendiamo i diritti dei disabili, non vogliamo dimenticarci anche dei doveri, e per noi sarebbe giusto punire tutti quelli che sbagliano, tagliando o no».

Appunto, nessun privilegio. Ma rispetto dei diritti, come quello di utilizzare la ventina di stalli riservati ai disabili realizzati a lato dell’ospedale. Un accesso comodo per chi è costretto alla carrozzina o ha difficoltà a camminare, però con un grosso difetto: di fatto quel parcheggio può essere utilizzato da tutti, e senza nemmeno il rischio di beccarsi una multa: «Il sistema è semplice – continua Passalacqua – basta suonare il campanello e la sbarra viene alzata in automatico, senza alcuna verifica».

Infatti, anche senza essere in auto, ma semplicemente a piedi, suonando il campanello ecco che, magicamente, la sbarra si alza. E una volta dentro negli stalli gialli contiamo 14 auto con il tagliando disabili, una vettura dell’Asl che magari poteva essere lasciati negli stalli bianchi lì vicino e 4 auto senza alcun permesso esposto. E non c’è il rischio di multe: «La presenza di quella sbarra – spiega Passalacqua – esclude quel parcheggio (che è di fatto privato) dalla possibilità di controlli da parte dei vigili. La soluzione che proposta è stata quella di togliere la sbarra, in modo da consentire l’azione della polizia municipale».

Una soluzione che però non viene vista come la migliore possibile, anche perché (e basta stare qui un paio di minuti per rendersene conto, con le auto che continuano a parcheggiare là dove è vietato) qui servirebbero i vigili 24 ore su 24 per garantire la sosta a chi ne ha veramente diritto.

«Ci vorrebbe il casottino – è la proposta – con il personale a verificare chi ha veramente diritto ad accedere o meno in questo parcheggio». Invece anche il citofono che si trova lì vicino al pulsante resta tristemente muto, anche quando proviamo un’altra volta a suonare, e la sbarra si alza senza alcuna verifica».

Diritti e doveri, sono quelli cui fa appello anche Pepi, per poter continuare a svolgere la sua pluridecennale attività al chiosco di Santa Maria: un posto disabili diverso dall’attuale e scomoda, posizione. (l.s.)

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