La manifestazione
Ufficiale dei carabinieri ferito da un petardo
Rischia di perdere alcune dita della mano sinistra e l’esplosione gli ha causato lesioni a un occhio
LUCCA. Sarà un’inchiesta della procura della Repubblica (probabile che parallelamente ne venga aperta un’altra dalla procura militare) a stabilire con certezza cos’è accaduto nella serata di sabato 2 febbraio a casa di un capitano dei carabinieri poco più che quarantenne in forza alla Seconda Brigata Mobile di Livorno. Di certo c’è che il militare si è ferito gravemente alla mano e all’occhio sinistro e rischia di perdere alcune dita e la funzionalità piena dell’arto in seguito allo scoppio di un petardo che gli è esploso accanto mentre si trovava in cucina assieme a moglie e figlio che, fortunatamente, sono rimasti illesi. Subito dopo l’incidente il militare è stato trasferito, su sua richiesta (è sempre stato cosciente), al centro traumatologico di Careggi dove è stato sottoposto a interventi chirurgici ricostruttivi per cercare di evitare all’ufficiale dei carabinieri di perdere l’uso dell’arto offeso. Le prossime 48 ore saranno decisive in tal senso.
I fatti. L’incidente si è verificato verso le 21,30 nell’abitazione del militare in via del Chiasso a S. Anna. La polizia scientifica e i carabinieri hanno effettuato i primi rilievi per capire il tipo di polvere da sparo o di materiale pirotecnico contenuto all’interno del mortaretto e se il grande petardo fosse stato acquistato o fosse stato fabbricato magari in occasione delle feste di fine anno. La casa non avrebbe subito danni o lesioni e anche i componenti del nucleo familiare sono rimasti incolumi e per primi hanno soccorso il carabiniere ferito e sanguinante. Probabilmente dopo l’Epifania il capitano sarà ascoltato per ricostruire meglio l’accaduto e dovrà spiegare perché quel grosso petardo si trovasse in casa sua e fosse stato acceso proprio in quella circostanza, in un luogo chiuso e vicino ad altre persone.
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