Lutto
Filippini diventa vescovo: «Lo farò con tutto il cuore»
Centinaia di fedeli alla cerimonia di ordinazione del cappellano del carcere destinato a Pescia
PISA. Monsignor Roberto Filippini, cappellano del carcere “Don Bosco” di Pisa, è stato ordinato vescovo di Pescia in una Cattedrale gremita di fedeli, alla presenza di oltre 200 prelati provenienti da tutta la Toscana, 25 vescovi, guidati dall’arcivescovo di Pisa Giovanni Paolo Benotto, e due cardinali. Filippini è stato dichiarato “degno di reggere la chiesa di Pescia”, come recita la lettera con cui papa Francesco gli ha conferito l’investitura a vescovo letta durante la messa di ordinazione. Alla solenne cerimonia hanno partecipato centinaia di fedeli in festa provenienti da tutta la Toscana Italia e da Pescia: c’erano solo posti in piedi. Tanti i flash che hanno immortalato la cerimonia a partire dalla lunga processione d’entrata dei prelati, durata alcuni minuti.
Durante la cerimonia di ordinazione, monsignor Benotto ha espresso stima, affetto e fiducia nei confronti del nuovo vescovo, dicendosi sicuro della sua capacità a farsi amare dalla comunità di Pescia e del suo impegno a guidarla con la stessa generosità con cui ha servito la chiesa pisana. Il rito è andato avanti, secondo la tradizione, con le promesse di impegno del nuovo vescovo a edificare la chiesa preservandone l’unità, di obbedire al Papa, di curare il popolo di Dio guidandolo verso la salvezza, ad essere sempre accogliente e misericordioso verso i bisognosi, ad essere un buon pastore e a pregare. Dopo le promesse, il sessantasettenne prelato originario di Vinci si è steso prono ai piedi dell’altare mentre venivano invocati i santi e i beati, dopodiché Filippini si è alzato e ha ricevuto l’imposizione delle mani sulla testa da parte di tutti i 25 vescovi presenti e i cardinali, come segno di benedizione e di conferimento di autorità.
La cerimonia è proseguita con il rito della copertura della testa del neo vescovo di Pescia con il Vangelo sorretto da due diaconi, “Vangelo a cui il nuovo vescovo dovrà sottostare” come ha spiegato l’officiante. Dopo che la fronte di monsignor Filippini è stata unta con il crisma, il vescovo ha ricevuto i simboli del suo nuovo mandato: il Vangelo a indicare il dovere di portare la parola di Dio ai fedeli, l’anello come simbolo di fedeltà e di impegno al servizio episcopale, la mitra come richiamo alla santità a cui il vescovo deve aspirare e il bastone pastorale come simbolo del ruolo di pastore dell’alto prelato. Ricevuti i simboli del ministero, monsignor Benotto ha invitato Filippini a sedersi con gli altri vescovi “come primo tra i vescovi concelebranti”. Alla fine della cerimonia di ordinazione monsignor Filippini ha ricordato il suo percorso pastorale, l’infanzia trascorsa a Marina di Pisa, gli anni del seminario in cui ha studiato e ha insegnato, quelli di parroco a Colignola, nonché gli anni passati come cappellano del carcere. Il motto che comparirà nello stemma pastorale, ha rivelato Filippini sarà: “Con tutto il cuore”, perchè è proprio così, con tutto il cuore, che il nuovo vescovo ha detto che vorrà dedicarsi alla chiesa di Pescia. «Perché il mio amico cardiologo ha detto che si può fare».
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