Italia
Cinghiale ferito si rifugia nell’edicola
I pompieri impiegano 45 minuti per farlo uscire e alla fine usano i porta-locandine come scudo
«Scusi ma stiamo per chiudere», Valentina Farnocchia sta preparando le rese dei quotidiani quando, poco prima delle 13, sente aprire la porta della sua edicola. Pensa sia l’ultimo cliente della giornata, ma quando si volta si trova di fronte un ospite inatteso: un cucciolo di cinghiale di una cinquantina di chili, sanguinante e impaurito, che si mette a scorrazzare per il negozio senza alcuna intenzione di andarsene.
Il fatto curioso e insolito è avvenuto ieri, all’ora di pranzo, all’edicola “La scatola magica”, sulla via per Sant’Alessio. Valentina, che da qualche mese gestisce l’attività insieme al marito, in quel momento è sola: «Se ho avuto paura? Direi! – racconta – Mi sono trovata davanti questo animale e ho cominciato a urlare: il cinghiale si è messo a correre su e giù per il negozio ed è entrato anche nella vetrina. Dopo qualche minuto mi sono fatta coraggio: sono arrivata alla porta, l’ho aperta e lui se ne è andato».
Ma la storia non finisce qui: perché il cucciolo di ungulato, ferito al muso (forse dalla pallottola di un cacciatore) evidentemente non si sente sicuro in mezzo alla strada. Così, decide di rientrare nell’edicola: «Ha fatto qualche metro, ma poi è tornato indietro – racconta la donna – ha spinto nuovamente la porta col muso ed è rientrato: stavolta pareva davvero deciso a non andarsene, tant’è che si è rintanato sotto il bancone dei quotidiani».
Valentina, in preda al panico, prende il cellulare e chiama il marito Rudy, che in quel momento sta facendo la spesa al supermercato. «Esci subito per strada e chiedi aiuto», le dice il compagno. La donna esegue: lascia il cinghiale in negozio e si piazza in mezzo alla via gridando «Aiuto!». Un automobilista si ferma e dà l’allarme. Sul posto arriva prima una squadra dei pompieri di Lucca, poi una volante della polizia che blocca il traffico. Tutto finito? Niente affatto. Tirar fuori dall’edicola il povero cinghiale è impresa assai ardua: «I vigili del fuoco hanno faticato parecchio – racconta Rudy, che nel frattempo è arrivato sul posto – Non sapevano come prenderlo. Hanno provato anche a contattare un veterinario, ma non c’era nessuno disponibile. Alla fine hanno imbracciato i sostegni in ferro delle locandine dei giornali e, usandoli come scudo, lo hanno spinto verso la porta. Dopo diversi tentativi sono riusciti a metterlo fuori».
A quel punto l’animale scappa verso i campi, ma cade in un fossato e rimane bloccato per alcuni minuti. Con fatica riesce a liberarsi e stavolta si dà davvero alla macchia. Ma evidentemente non va molto lontano. Il pomeriggio, infatti, mentre Rudy e Valentina ci raccontano la loro disavventura, si presenta un signore che, vedendo l’edicola illuminata, entra e chiede un giornale. Marito e moglie gli spiegano che il negozio è chiuso e sono lì solo per sistemare i danni fatti dal cinghiale: «Allora è quello che ho appena visto io a 200 metri da qui – sbotta l’uomo – Attraversava il campo lungo la strada e se mi fosse venuto addosso avrei rovinato la macchina». «In effetti – raccontano Rudy e Valentina – nessuno lo ha catturato e potrebbe tornare a far danni da un momento all’altro». E di danni ne ha fatti parecchi: riviste e giornali macchiati di sangue, muri insudiciati, giocattoli per i bimbi buttati all’aria. «Oggi siamo tornati per dare una sistemata, ma domani dovremo chiamare un’azienda specializzata per far disinfettare un po’ di materiale. Il cinghiale perdeva molto sangue e ne ha lasciato traccia un po’ ovunque».
Alla fine si è trattato di un fatto curioso e, per fortuna, senza gravi conseguenze. Magari a qualcuno avrà fatto anche tenerezza la storia di questo animale spaesato e braccato dai cacciatori, che ha cercato rifugio in un’edicola per sfuggire a una morte certa.
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