Sicurezza
Monsummano piange la morte di Mara
La donna morta in un incidente stradale la notte di Capodanno viveva a Pieve San Paolo ma era comunque rimasta legata alla sua città di origine e, proprio qui, da circa due anni, lavorava al calzaturificio Natalini
MONSUMMANO. Una persona solare e una gran lavoratrice. Viene descritta così, in breve, da chi la conosceva, Mara Ponziani, 51 anni, la donna originaria di Monsummano morta nel tragico incidente avvenuto la notte di Capodanno in via di Tiglio, a Lucca. Mara Ponziani da tempo, ormai, viveva a Pieve San Paolo, dove il marito Giovanni, abile muratore, aveva ristrutturato con le sue mani un rudere di proprietà della famiglia. Tuttavia Mara era comunque rimasta legata alla sua città di origine, Monsummano, e proprio qui, da circa due anni, lavorava al calzaturificio Natalini. «Non ci sono parole – dice, commosso, Sergio Natalini, titolare dell’omonimo calzaturificio – di fronte a questa tragedia. Mara era una persona straordinaria, che conoscevo da molto tempo. Aveva iniziato a lavorare nel mio calzaturificio quando da ragazzina e poi per tanti anni ci eravamo persi. Poi, due anni fa, è tornata. Sono distrutto perché non era soltanto una dipendente, ma c’era anche una bella amicizia con lei e la sua famiglia».
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Poche parole, da cui emerge, però, tutta la sofferenza per la perdita. «Era una brava persona – racconta una parente – si è sempre dedicata alla famiglia e alla crescita dei suoi due figli». E proprio per occuparsi al meglio di loro, secondo quanto raccontato, aveva lasciato il lavoro. «Ma poi i figli sono cresciuti – continua la parente – Jenny si è sposata con un uomo di Monsummano ed è rimasta a vivere lì, mentre Riccardo lavora come tecnico sanitario di radiologia al Checkup Medical Center dell'Arancio. E così, quando i figli sono diventati grandi, ha cominciato a dedicare più tempo a se stessa, andando in palestra e conducendo una vita molto più attiva».
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