Il Tirreno

Lucca

Un esposto sulla via pericolosa

Un esposto sulla via pericolosa

Presentato a metà ottobre sul tratto che attraversa Pieve San Paolo

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LUCCA. È stato scritto ben più di un anno fa, ma sembra raccontare la tragedia dell’antivigilia di Natale, quando sulla via di Tiglio a Pieve San Paolo un incidente stradale si è portato via il 18enne Giovanni Fazio e altri tre ragazzi sono rimasti feriti in maniera seria. È un testo di un paio di paginette, anzi una petizione con centinaia di firme consegnata a marzo 2014 al Comune di Capannori in nome di abitanti di Pieve San Paolo, che mettono il dito nella piaga della pericolosità della frazione: strada stretta, nessun marciapiede, nessuna protezione per pedoni e ciclisti.

«Non serviva avere la palla di cristallo per prevedere cosa poteva succedere sulla via di Tiglio», spiega amaro Cesare Pacini, una lunga esperienza nel gruppo “L’uomo per la piana”, nato sulla scorta della battaglia contro i progetti Salt, ormai un quarto di secolo fa.

«Purtroppo - continua Pacini - quella petizione non ha avuto alcuna risposta. Per questo, a metà ottobre, abbiamo presentato un esposto alla procura della Repubblica». In quest’ultimo documento sono ripetute e approfondite le criticità già ricordate nella petizione al Comune.

Problemi che partono dala conformazione stessa della via di Tiglio nel tratto di attraversamento di Pieve San Paolo: case che danno direttamente sulla strada e che sulla strada hanno l’accesso. Con una carreggiata certo non larghissima e percorsa da un traffico che è rimasto importante anche dopo la chiusura del casello autostradale di Carraia.

Per questi motivi, si legge nell’esposto, «è necessario costruire su un lato un marciapiede continuo e sull’altro lato tratti di marciapiede in corrispondenza delle abitazioni con l’accesso diretto sulal via di Tiglio».

Ma non basta: perché si chiede anche che sui marciapiede vengano installati i rifrangenti per indicare agli automobilisti il percorso della strada anche durante la notte.

Nell’esposto non si risparmiano le critiche all’amministrazione comunale e direttamente al sindaco Luca Menesini. Quando, ad esempio, si ricorda che «l’unico intevento programmato, ovvero la costruzione di circa 200 metri di marciapiede (peraltro in un tratto dove alle abitazioni non si accede direttamente dalla sede stradale) conferma concretamente la sottovalutazione del problema».

Infine, la questione del passaggio a livello. I firmatari dell’esposto la costruzione di un sottopasso sulla via di Tiglio «determinerebbe un aumento del traffico di scorrimento nella frazione», anche vista l’apertura futura della Coop all’ex Andreini e la già avvenuta apertura del San Luca.

Piuttosto, si fa presente, per liberare la frazione dai flussi di attraversamento servirebbe sì un sottopasso ferroviario, ma da posizionare in altro luogo.

Luca Cinotti

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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