Il Tirreno

Lucca

Muore a 51 anni nello schianto contro il muretto

di Gianni Parrini
Muore a 51 anni nello schianto contro il muretto

Incidente nella notte di Capodanno sulla via di Tiglio Vittima una donna di Pieve San Paolo, grave il marito

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LUCCA. Due incidenti alla stessa persona, nell’arco di 12 ore e sulla stessa strada. Due incidenti che si tengono l’un l’altro, come in uno strano gioco del destino: il primo avviene nel pomeriggio ed è roba di poco conto, ma mette ko l’auto più alta e robusta (un Fiat Doblò), costringendo i coniugi Di Puccio a viaggiare sulla macchina più leggera (una “Pandina”), che strada facendo si trasforma in una bara.

A far le spese di questa tragica coincidenza è Mara Ponziani, 51 anni, originaria di Monsummano Terme, ma da anni residente a Pieve San Paolo. È la prima vittima della strada nel 2016: è morta poco prima delle 4 di notte sulla via di Tiglio, la stessa strada in cui il 23 dicembre perse la vita il 18enne Giovanni Fazio. Stava viaggiando in auto con il marito Giovanni di Puccio, 55 anni, ora ricoverato all’ospedale San Luca in gravi condizioni. Erano di ritorno da una festa con gli amici della scuola di ballo a Lido di Camaiore, quando la loro Panda si è schiantata contro il muretto di un’azienda, in località Arancio. Un colpo di sonno? Un malore? O forse l’attraversamento inaspettato di un animale? Per ora non è possibile saperlo. Di certo c’è solo un esito ferale, un impatto tremendo che non lascia scampo alla donna, morta durante il trasposto in ospedale.

A rendere ancor più beffardo questo tragico destino si aggiunge una coincidenza che emerge poche ore dopo il fatto. Il pomeriggio precedente Mara aveva un altro piccolo incidente: si era scontrata con un camper all’incrocio tra via di Tiglio e via del Chiassetto. Un impatto senza conseguenze per la donna, ma che danneggia il fanale sinistro del robusto Fiat Doblò su cui Mara e il marito solitamente si spostano. «E ora come andiamo alla festa in Versilia?», si domandano i Di Puccio. La scelta è obbligata e cade sulla vecchia Fiat Panda che Giovanni usa per il suo lavoro da muratore.

All’andata tutto bene: la serata versiliese scorre serena tra danze e divertimenti in compagnia degli amici della scuola di ballo. Ma è sulla via del ritorno che il destino mostra le sue carte. Arrivata all’altezza dell’Arancio, la Panda dei Di Puccio sbanda e finisce contro un muretto di cemento alto, sì e no, un metro. Delimita il piazzale di Trico Center, un istituto specializzato nel trapianto e nella cura dei capelli, che si trova a poche decine di metri dal passaggio a livello della Lucca-Aulla sulla via di Tiglio. Il boato è fortissimo e sveglia i residenti che vivono nelle case affacciate sulla strada. È l’ultimo dell’anno e nonostante l’ora tarda ci sono ancora diverse macchine in giro: qualcuno nota la scena e chiama il 118. La centrale operativa invia sul posto le ambulanze. Intervengono anche le pattuglie della polizia stradale di Lucca e Bagni di Lucca: arrivano velocemente perché sono già al lavoro su un incidente avvenuto poco prima sulla Pesciatina. Per fortuna in quel caso c’erano sono solo due feriti lievi.

Contemporaneamente arrivano i vigili del fuoco, che devono lavorare velocemente per estrarre Mara dalle lamiere e consentire ai sanitari di prestarle i necessari soccorsi. La donna è seduta al posto del passeggero e appare subito evidente che ha riportato le conseguenze peggiori. Vigili e sanitari riescono a tirarla fuori e la caricano sull’ambulanza per una corsa disperata in ospedale. Tutto inutile. La 51enne spira prima ancora di arrivare al San Luca.

Il marito Giovanni, invece, è grave ma non in pericolo di vita: viene trasportato al San Luca, dove è attualmente ricoverato. È stato sottoposto a tutti gli esami del caso, come la prassi prevede (da sottolineare che è astemio). Appena si sarà ristabilito dovrà chiarire la dinamica dell’incidente.

Intanto il Fiat Doblò se ne sta parcheggiato di fronte alla casa della famiglia, in via della Repubblica, corte Di Puccio. Guardandolo e mettendolo idealmente a confronto con la Panda, non si può fare a meno di domandarsi cosa sarebbe successo se i due coniugi avessero viaggiato con quello: non avrebbe evitato l’incidente ma forse le conseguenze sarebbero state più lievi. Interrogativi destinati a rimanere senza risposta.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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