La manifestazione
Targhe alterne, che flop
Nel territorio comunale di Lucca multati 24 guidatori. Oggi stop alle dispari
LUCCA. Controlli pochi, veicoli con targa pari in circolazione nonostante il divieto, tanti. A descrivere come sia andato il primo giorno di targhe alterne in città ci pensano i numeri: da una parte ci sono quelli delle forze messe in campo dalla polizia municipale - tre pattuglie in tutto il territorio comunale di Lucca, due nel centro storico e una lungo la circonvallazione - e dall’altra ci sono i verbali, appena ventiquattro, da 85 euro ciascuno. Il traffico in città dalle 9 alle 13 di ieri è stato forse un po’ meno intenso del solito ma è stato sufficiente osservare i veicoli in transito sulla circonvallazione durante questa fascia oraria per notare che in realtà i “trasgressori” sono stati parecchi. Tutti col motore a metano o Gpl? Forse qualcuno sì, ma certo non la totalità. Oltre alle auto infatti, sempre lungo la circonvallazione, come tutte le mattine, c’erano anche i camion e gli autobus turistici: alcuni di loro con targa pari. E intanto il numero di sforamenti registrati dalla centralina Arpat di Capannori continua a crescere. Una concentrazione di polveri sottili che di media qui è di 64 microgrammi/metro cubo quando il massimo dovrebbe essere di 50 microgrammi/metro cubo, limite per giunta superato per ben 67 volte in un anno (dato Arpat aggiornato al 29 dicembre) quando in teoria non si dovrebbe andare oltre i 35 sforamenti annuali. Nessun’altra città in Toscana ha fatto peggio di noi: per la qualità dell’aria siamo maglia nera. E purtroppo non è neppure una novità. Lunedì 28, il presidente della Regione, Enrico Rossi, era intervenuto chiedendo ai sindaci di intervenire, adottando «tutti i provvedimenti necessari per assicurare la salute dei cittadini». E martedì sera, in zona Cesarini si può dire, il primo cittadino di Lucca, Alessandro Tambellini, il sindaco di Capannori, Luca Menesini, e quello di Porcari, Alberto Baccini, hanno deciso di emanare un’ordinanza che prevede le targhe alterne lungo le strade comunali. Una comunicazione arrivata agli organi di informazione solo martedì 29 alle 19 e poco dopo nelle case dei lucchesi con un messaggio telefonico registrato. Peccato però che l’ordinanza entrasse in vigore appunto, solo poche ore dopo: dalle 9 del 30 dicembre. Troppo poco tempo per organizzarsi, troppo poco tempo per raggiungere tutti gli interessati, troppo poco tempo per chiarire i dubbi dei tantissimi lucchesi che tra martedì sera e la mattinata di ieri hanno tempestato di telefonate sia la polizia municipale che i carabinieri in cerca di qualche informazione più precisa. Confusione e rabbia sono i sentimenti predominanti nei confronti di un provvedimento che, stando a quanto i cittadini hanno specificato sia sulla nostra pagina Facebook che su quella del Comune di Lucca, secondo loro è stato preso in maniera frettolosa e non porterà alcun miglioramento alla qualità dell’aria. «Un provvedimento urgente - lo definiscono invece dal Comune - mentre dal 1° gennaio 2016, entreranno in vigore le disposizioni del nuovo Piano di azione comunale (Pac) che prevede azioni innovative mirate al contenimento delle emissioni di Pm10. Tra queste - spiegano ancora - rientrano il ritiro delle potature e degli sfalci da parte delle rispettive aziende di raccolta dei rifiuti e gli incentivi economici per l’ammodernamento del caminetto, affinché più famiglie possibili passino all’utilizzo di caminetti non inquinanti e altre azioni positive utili a promuovere una mobilità sostenibile». E a bocciare l’ordinanza sono anche i gruppi consiliari di Alternativa Civica (centrodestra)di Lucca, Capannori, Porcari e Montecarlo, i quali descrivono il provvedimento come «un atto di pura follia amministrativa, sottoscritta in un’assoluta mancanza del rispetto dei cittadini». «È stata un'assurdità emettere la sera prima questa ordinanza con validità per la mattina seguente - spiegano i gruppi consiliari di Alternativa Civica in una nota - una decisione infatti arrivata dopo alle 19 del 29 dicembre senza preoccuparsi minimamente delle reali difficoltà alle quali tutti, indistintamente, sarebbero incorsi. Vista la ristrettezza dei tempi non tutti erano a conoscenza del provvedimento e sono state evidenti le difficoltà create alle persone che, pur avendolo saputo, si sono trovate la sera a dover organizzare diversamente dal solito i propri spostamenti per la mattina seguente. La limitazione è arrivata, dicono, per combattere l'inquinamento atmosferico. Una vera e propria bufala alla quale ovviamente nessuno ha creduto. I casi sono due a nostro avviso - continua la nota - ciò che è stato deciso in fretta e furia martedì scorso, o non è altro che una farsa attraverso la quale i sottoscrittori voglio farsi passare da "ipocriti" paladini dell'ambiente, oppure una banale operazione alla "Ponzio Pilato" ovvero: "firmiamo e laviamocene le mani". Ma in realtà tutto ciò dimostra, totale incapacità nella gestione di problematiche importanti e delicate come la tutela della salute pubblica».
Duro anche Fabio Barsanti, responsabile di Sovranità, il quale invita i cittadini a impugnare le sanzioni e fare ricorsi di massa. «Sovranità si mette a disposizione dei cittadini - si legge in una nota di Sovranità - potendo contare sulla collaborazione di un legale, poiché vi è un precedente di un giudice di pace che dà ragione agli automobilisti che vorranno ricorrere». Ma cosa prevede nello specifico l’ordinanza in questione? Oggi innanzitutto divieto di circolazione delle targhe pari lungo le strade comunali dalle 9 alle 13. Rischio appunto, una multa da 85 euro. Esonerati dal provvedimento i veicoli alimentati a gas metano, Gpl, ibridi ed elettrici ma anche i veicoli al servizio di persone invalide (munite del contrassegno previsto dal codice della strada) o utilizzati per il trasporto di persone che hanno bisogno di effettuare visite mediche e terapie (è necessario avere la relativa certificazione medica). Esclusi poi i veicoli delle Pubbliche Assistenze, limitatamente però ai servizi essenziali e urgenti.
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