Il Tirreno

Lucca

Ricandidarsi? Magari, di sicuro non mi allineo

di Barbara Antoni
Ricandidarsi? Magari, di sicuro non mi allineo

In politica Tambellini non si sposta verso Renzi. Per la città, si preoccupa dei negozi storici

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LUCCA. Si affaccia all’ultimo anno intero del suo mandato col pensiero di sempre, quello che «risale all’illuminismo ed è il più evoluto, quello che ha dato le basi al pensiero europeo e si basa sul senso di uguaglianza, sul rispetto, democrazia, sugli ideali più alti». Risponde con la filosofia il sindaco Alessandro Tambellini alla domanda «è diventato almeno un poco renziano?». La sintesi, tradotta in linguaggio comune, è che lui non si allinea. Nemmeno adesso che sta per iniziare il conto alla rovescia, senza esitare afferma la sua individualità. «Non sono contro nessuno - sottolinea il sindaco Pd di Lucca -, ma non sposo il pensiero prevalente per cui tutto va smontato. Se la direzione è quella, non è il mio punto di vista».

Rimane comunque la sua intenzione a ricandidarsi nel 2017?

«Mio padre mi diceva “stai lontano dalle case da gioco, dalle osterie, dalle case di appuntamento e dalla politica”. Ho obbedito a gran parte delle sue raccomandazioni. Nonostante la disobbedienza per quanto riguarda la politica, rimango un’anomalia della politica. Perché ho la mia professione. Non avrei potuto fare il sindaco di un’altra città ma solo di Lucca, perché ci sono nato e vanto una lucchesità almeno da sette generazioni. Faccio il sindaco perché ritenevo di fare qualcosa di utile per Lucca. In questi anni complessi abbiamo fatto molte cose. E la mia squadra di assessori non la cambio da qui a fine mandato».

Quindi?

«Sono a disposizione della città. Nel caso che il mio lavoro sia ritenuto utile mi ricandiderò, senza presunzioni né velleità di carrierismo politico. Le persone sono in grado di giudicare. Se si ritiene utile la mia presenza qui, bene. Altrimenti io da fare ce l’ho».

Chi dovrebbe dare giudizi su di lei?

«Ci sono i portatori di interesse, ci sono i cittadini. Farò degli incontri per capire il loro atteggiamento nei miei confronti. Non ho da passare esami particolari».

Nemmeno dagli altri esponenti del suo partito? Cosa si aspetta?

«Non mi aspetto niente. Ho la coscienza a posto di avere fatto le cose per bene. Ma non permetterò che qualcuno cerchi di riportarle a come erano prima che arrivassi. Non accetto che gli sforzi compiuti da me e dal mio gruppo siano cancellati. Un esempio? Abbiamo appena sanato anche la situazione dell’Opera delle Mura, chiudendo debiti fuori bilancio saltati fuori. La città sta attraversando un periodo di internazionalizzazione».

Ma l’Unesco non ha voluto concedere la sua etichetta a Lucca.

«La posizione dell’Unesco si commenta da sola con la lettera che ci ha scritto (“questa decisione non mette in discussione la considerazione che l'Unesco ha nei confronti della candidatura della sua città... l'Unesco invita con forza la sua città a ripresentare una candidatura, rivista e corretta, nel prossimo ciclo di designazione nel 2017..., ndr). Ripeto: mi batterò per dare continuità al cambiamento. Sono stato accusato e perseguitato: ne sono uscito indenne. Le società partecipate sono state messe a posto o no? Sono elementi di modernità che ci consentono di stare fra le altre città a testa molto alta».

Problemi risolti nel 2015.

«Rimettere in fila le questioni del Piuss (piazzale Verdi, teatro del Giglio, ndr) è stato molto impegnativo, preoccupante. E forse non è finita».

Allude al progetto per l’ex caserma Lorenzini?

«Sì, arriveremo a conclusione anche di questa vicenda. Per il terminal dei bus di linea che sorgerà nell’ex scalo merci abbiamo problemi con le Ferrovie. Ma è stato anche un anno positivo: abbiamo inaugurato il restauro della Cavallerizza, il terminal dei bus turistici al Palatucci, la rotatoria di Porta Elisa per dirne alcune».

Teatro del Giglio. Oggi scade l’incarico del direttore artistico Aldo Tarabella. Lo riconfermerà o ha altri nomi in mente?

«Tarabella ha lavorato bene: se accetta, lo riconfermo».

La Fondazione Teatro del Giglio si farà nel 2016?

«Sul teatro c’erano due obiettivi: risistemare i conti - e lo abbiamo fatto - e trovare una forma nuova per far vivere il teatro. Dovremo però cercare fondi, sponsor. Intanto ci fa molto piacere vedere il successo che il Giglio sta riscuotendo, i suoi rapporti con i paesi esteri, il successo dei Puccini Days: per la serata di Carreras sono arrivate richieste pari al triplo delle disponibilità. Sarà con tutte le probabilità utilizzato anche il San Francesco, con una diretta su grandi schermi».

E la Fondazione Puccini unica con il Pucciniano di Viareggio?

«I matrimoni vanno ben ponderati».

Si troverebbe davanti un ex sindaco della Piana (Giorgio Del Ghingaro, sindaco di Viareggio, ex di Capannori, ndr)...

(non risponde)

La Fondazione Puccini di cui lei è presidente, sta ottenendo buoni risultati. Con il precedente direttore (la professoressa Biagi Ravenni, ndr) che rapporto ha?

«Credo che il rapporto tra il centro studi Puccini di cui si occupa l’ex direttore e la fondazione debba essere impostato con chiarezza».

La rivoluzione delle casermette ha causato tanti malumori. Lei come si sente?

«Complessivamente bene. Abbiamo voluto mettere ordine nel patrimonio pubblico. Una commissione ha valutato i progetti e io mi attengo al suo giudizio».

Come immagina la città del futuro? Il turismo andrebbe regolamentato, implementato.

«Il turismo è una grande attività per Lucca. Ma la città deve mantenere il suo carattere, la sua specificità nonostante il turismo. Piuttosto sono preoccupato per il commercio. Ho chiesto alla giunta di apportare correttivi che agevolino la sopravvivenza dei grandi negozi storici. Il mio è un fermo no al turismo che saccheggia la città. Puntiamo invece a esaltare un turismo che promuove il modo di vivere di Lucca, la sua cultura».

Per la legge sul riordino delle Province, il Comune capoluogo avrebbe la delega al turismo e invece state concordando una delega bis per farla tornare alla Provincia.

«Sì, è giusto che le politiche turistiche siano politiche inclusive di un territorio, politiche d’insieme. Avvierò presto rapporti con Pisa e Montecatini per avere una visione più larga. Ma Lucca deve mantenere anche la sua industria: mi auguro che soggetti come Lucense, Campus e Imt possano aiutare l’industria a svilupparsi».

Un rammarico nel 2015.

«Non aver condotto in porto il regolamento sul decoro in centro. Lo faremo quanto prima».

Un augurio ai lucchesi.

«Auguro nell’anno che verrà un tempo in cui le persone possano emozionarsi, commuoversi, amare, raggiungere i traguardi più importanti. Un anno in cui pensieri e azioni siano dettati da solidarietà e rispetto reciproco».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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