Il Tirreno

Lucca

Camporgiano

Si rinnova il rito dell’Albero

Successo per il falò acceso prima della messa di Natale

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CAMPORGIANO. Una tradizione che si perde nei tempi, un rito che accomuna in qualche modo tutta l’alta Garfagnana. A Gorfigliano, nel comune di Minucciano, li chiamano Natalecci, a Camporgiano è semplicemente l’Albero. Tradizioni contadine che associazioni dei paesi tengono in vita. A Camporgiano ci pensano i cosiddetti “Ragazzi dell’Albero” che ogni 8 dicembre vanno nelle selve del comune a cercare l’albero da bruciare e lo portano in piazza. Con l’ausilio di un palo alto 9 metri, viene realizzata una costruzione con l’albero e tanti altri rami di abete e alle 22,30 della vigilia di Natale, prima della Santa Messa, ecco che viene acceso il grande falò. «Una tradizione che risale a prima della Guerra – ci dice Andrea, uno dei “ragazzi” – i contadini lo facevano per augurarsi un buon raccolto. Una volta l’albero veniva portato in piazza con un carro trainato direttamente dalle persone. Oggi utilizziamo un trattore che dalla selva porta l’arbusto direttamente nella piazza della chiesa». L’albero resta qui per circa 15 giorni durante i quali viene preparato per l’atto finale. Alle 22,30 viene dato fuoco a diversi punti, a diversi rami e così comincia il falò, un evento spettacolare. Diversa è la costruzione dei Natalecci a Gorfigliano dove rami di ginepro vengono intrecciati ad un palo di castagno. Al periodo natalizio sono legate molte tradizioni che l’associazione di Camporgiano mantiene in vita ogni anno. Il prossimo 5 gennaio sarà la volta della festa della Befana con gruppi di persone che canteranno per le vie di Camporgiano per poi riunirsi nella piazza principale dove saranno cucinate le caldarroste. (l.d.)

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