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Giannini: incarichi, niente da nascondere

Giannini: incarichi, niente da nascondere

Il sindaco risponde all’opposizione sulla consulenza a un ingegnere. E attacca a sua volta

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FABBRICHE DI VERGEMOLI. La polemica sugli incarichi pubblici, partita su iniziativa del gruppo di opposizione “Costruiamo il futuro”, come era comprensibile, ha fatto il giro di tutte le frazioni.

Il sindaco Michele Giannini, toccato direttamente dalla vicenda, risponde duramente e senza giri di parole: «In questa occasione però la “minoranza perenne”, non riuscendo ad attaccare me, ha voluto provare a colpire un ottimo professionista, nonché caro compaesano. Per cui non me ne vogliano coloro che a loro volta oggi saranno da me citati: questo è l’unico modo, a mio avviso, per ricordare alla “minoranza perenne” i tempi in cui avevano un altro senso dell’etica, anche se forse derivava solo dal fatto che c’erano di mezzo i loro interessi».

Sul contenuto della delibera di affidamento della progettazione dell'area mercatale a un professionista di Vergemoli, Giannini non ha nulla da nascondere, neanche delicate vicende private: «Come dice la stessa “minoranza perenne”, l’atto è legittimo, per cui mi spieghino il senso dell’interrogazione. Come benissimo sanno, l’ingegnere è amministratore della Casa Vacanze e del ristorante di proprietà di mia moglie da soli cinque mesi, in virtù del fatto che, per motivi di salute, mia sorella non ha potuto continuare a lavorarci, fatti questi conosciuti sia a Vergemoli che a Fabbriche di Vallico perché sempre palesati, essendo io, per natura, privo di alcuna riservatezza».

Il professionista - ricostruisce Giannini - «ha iniziato a lavorare per il comune di Vergemoli nel 2003, quando io ancora sedevo nei banchi della minoranza: è uno stimato professionista, originario di Vergemoli e profondo conoscitore del territorio, motivo per cui è stato confermato tra i professionisti del comune di Vergemoli prima e Fabbriche di Vergemoli poi, così com’è successo a tutti i professionisti che lavoravano con i due rispettivi comuni prima che diventassi sindaco».

Alle richieste della minoranza sull'imbarazzo istituzionale del sindaco e della maggioranza, il primo cittadino rispedisce al mittente le accuse: «Credo sia opportuno, soprattutto per chi legge, sapere quale alto senso di imbarazzo istituzionale sa provare la minoranza a Fabbriche di Vergemoli: Boggi, segretario del partito democratico del comune di Barga e consigliere provinciale, ha a suo avviso un ulteriore ruolo istituzionale non riconosciutogli ufficialmente, essendo lui, come più volte con veemenza ha urlato a tutto il consiglio comunale, “sindaco di Filecchio”, ed a ciò si deve la sua esperienza amministrativa. Ma penso anche all’imbarazzo istituzionale, pur nella legittimità dell’atto, che deve aver provato il consigliere Stanghellini quando il comune di Fabbriche di Vallico assunse come impiegata una giovane del suo piccolo paese, Vallico di Sopra, circa 40 anime, che con lui condivideva la passione e l’impegno nella locale cooperativa, nonchè compagna da 13 anni del cognato dell’assessore di Fabbriche, che sedeva con lui nei banchi di maggioranza e con lui era candidata nel 2014; e penso anche all’estremo imbarazzo istituzionale che lo Stanghellini deve aver provato quando il contratto, nato part-time, è stato trasformato in tempo pieno dopo che un referendum aveva già sancito la fusione dei due comuni, pur sapendo bene che si sarebbe verificato un esubero di personale».

E infine una promessa: «La “minoranza perenne” se ne faccia una ragione, non riuscirà a fermare i lavori per il nuovo parcheggio, così come non ce l’ha fatta a fermare gli altri lavori che abbiamo fatto, nonostante di sicuro non abbia minimamente collaborato».

Nicola Bellanova

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