Il dolore
La Garfagnana invoca la neve
Temperature alte e stazioni sciistiche chiuse, adesso si spera nel Capodanno
CASTELNUOVO GARFAGNANA. È stato veramente poco bianco il Natale in Garfagnana. Di neve, infatti, nessuna traccia né sull'Appennino Tosco-Emiliano, né sulle Apuane.
Seppur iniziato ufficialmente da pochi giorni, l'inverno o, meglio, il mese di dicembre, è stato fino ad adesso straordinariamente mite con temperature superiori alle medie. Nei prossimi giorni dovrebbe esserci un improvviso e brusco calo termico ed ecco che dovrebbero cadere anche i tanto attesi, almeno dagli amanti degli sport invernali, fiocchi di neve.
Intanto le stazioni sciistiche sono chiuse, con un avvio di stagione che sta ancora aspettando che il termometro scenda sotto lo zero. E mancando la possibilità di sciare in pochi hanno raggiunto per Natale il Passo delle Radici, Casone di Profecchia o la zona degli impianti di Careggine.
Adesso si spera che la perturbazione prevista porti neve per Capodanno e che la stagione possa poi allungarsi rispettando alcune previsioni che vogliono tanta neve. C'è addirittura chi parla di un inverno stile 1985 con nevicate in abbondanza anche a bassa quota, difficile da credere con quanto visto fino a oggi (e, comunque, le previsioni su tempi così lunghi vanno prese con le molle).
Per adesso le piste sono verdi e pure i tracciati per lo sci da fondo sono interrotti da sassi e ciuffi d’erba, anche alle quote più alte. Fanno sorridere lungo la strada per San Pellegrino in Alpe, oltre 1500 metri d’altezza, le indicazioni che invitano gli automobilisti ad usare le catene da neve. Le strade sono infatti pulite e il poco ghiaccio che si forma nelle ore notturne si scioglie velocemente sotto il caldo sole. A preoccupare maggiormente sono infatti le alte temperature. Non è questo il primo Natale senza neve in Garfagnana, ma la stranezza maggiore di questa indecifrabile stagione invernale è data dalle temperature, insolitamente elevate. Solo di notte, e neppure tutti i giorni, il termometro scende sotto lo zero, ma fin dalle prime ore del mattino il sole irradia un calore che pare di essere a primavera.
Le alte temperature impediscono l’innevamento artificiale delle piste da sci. I cannoni sparaneve sono fermi perché non ci sono le condizioni per produrre e mantenere la neve artificiale. Un dicembre disastroso per il settore neve, con gli operatori turistici che confidano nei mesi di gennaio e febbraio e, magari, di vedersi restituito a primavera quanto ancora non concesso da questo strano inverno.
Luca Dini
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