Il Tirreno

Lucca

Il rebus accoglienza Sichi incalza: «Casette al campo Cri»

di Nadia Davini
Il rebus accoglienza Sichi incalza: «Casette al campo Cri»

L’assessore lancia l’allarme e chiede la disponibilità di altri comuni della provincia a costruire una nuova tendopoli

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LUCCA. Auto che arrivano, auto che partono. In continuazione, tutta la mattina. Nel centro di prima accoglienza per richiedenti asilo di via delle Tagliate è tempo di cambiamenti. Sarà che sul tavolo della Prefettura sono arrivate dieci nuove manifestazioni d'interesse (per 167 posti in totale) da strutture sull'intero territorio provinciale, sarà che ormai è idea condivisa sostituire le tende con i moduli abitativi per a garantire una migliore accoglienza ai migranti, specie in inverno. A gruppi numerosi se ne vanno, i ragazzi profughi, la maggior parte viene dall'Africa, qualcuno da Oriente, soprattutto da Pakistan, Bangladesh, Kashmir e Afghanistan. Trasferiti in case vere, dopo gli ultimi mesi sotto le tende del campo provvisorio della Croce Rossa. Un hub, di dice in gergo: luogo temporaneo dove i migranti dovrebbe sostare 72 ore al massimo e dove, invece, restano per settimane, in attesa di una sistemazione diversa.

Fino a mercoledì i trasferimenti sono stati continui: gruppi di 15-20 persone per volta, divisi tra Garfagnana e Alta Versilia, in alloggi lontani dai centri abitati, in luoghi immersi nella natura ma isolati.

«Se si va avanti di questo passo - spiega l'assessore Antonio Sichi - il numero degli ospiti accolti dalla Croce Rossa sfiorerà lo zero molto presto». Ipotesi realistica, visto l'interesse di numerose strutture ad avviare progetti d'integrazione per i richiedenti asilo. Un'ipotesi che, comunque, dovrà fare i conti con gli arrivi: seppur diradati nel tempo, il transito dei migranti in fuga da guerre, fame e persecuzioni non accenna a diminuire: solo nella settimana di Natale sono sbarcati in 3mila e una decina di loro, dall'Africa Occidentale, sono già arrivati al centro di via delle Tagliate, portando il numero dei richiedenti asilo a 79. Inoltre, se fino al mese scorso le persone giungevano quasi solo dal mare, ora il flusso proviene sempre più regolarmente anche da settentrione e da est. Rotta balcanica, a piedi per giorni, con le gambe a mollo nella neve e nel fango, un primo smistamento nel profondo nord, Tarvisio, racchiuso tra Italia, Austria e Slovenia e poi la distribuzione a pioggia in regioni e province italiane.

«Stanno già arrivando i ragazzi che entrano in Italia da Tarvisio o da Bolzano - continua Sichi - per il momento si tratta di cifre contenute, ma l'andamento è questo. Dobbiamo attrezzarci: sul piatto ci sono due soluzioni. Una, quella che preferisco, consiste nel ridurre le persone in via delle Tagliate a 40, eliminare le tende e costruire i moduli abitativi con i letti (bagni e sala mensa resterebbero esterni, nei tendoni già allestiti). Prima di smontare le tende, però, un comune della provincia ma non il capoluogo, deve acconsentire a organizzare sul suo territorio un altro campo di prima accoglienza, per eventuali emergenze. Con i moduli abitativi potremmo contare su una disponibilità di posti non superiore alle 40 unità: nel caso in cui la struttura della Croce Rossa sia al completo, come riusciremo a fronteggiare un nuovo arrivo? Di sicuro non rimontando le tende. E allora ecco che un altro centro temporaneo, analogo a quello oggi in funzione, è fondamentale. L'altra soluzione sta nell’esaurire il numero dei migranti che vivono nelle tende e lasciare il campo della Croce Rossa con 40 posti letto buoni per ogni emergenza: il centro resterebbe, ma verrebbe attivato ogni volta che c'è un nuovo arrivo».

La seconda opzione è la più immediata, ma poco risolutiva nel lungo periodo: cosa succederà col tempo migliore e i nuovi viaggi della speranza? Come gestire gli arrivi? «È il motivo per cui, per me, la soluzione da percorrere sia l'individuazione di un'area adeguata per attrezzare un altro centro - conclude Sichi -. Una soluzione che ci metterebbe in salvaguardia anche per primavera ed estate. Ad ogni modo le tende non saranno smontate fin quando non si troverà una soluzione condivisa».

I giorni intanto continuano a continuano a scivolare via, la tregua natalizia è terminata.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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