Il Tirreno

Lucca

Colpo da 50mila euro a Cicli Franceschi

di Luca Tronchetti
Colpo da 50mila euro a Cicli Franceschi

Rubate nella notte su commissione dieci biciclette in fibra di carbonio. La gang fugge a bordo di un furgone bianco

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LUCCA. Un furto su commissione. Compiuto in un orario compreso tra mezzanotte e le tre del mattino da professionisti del crimine che ha scelto con cura e meticolosità la merce da portar via e piazzare sul mercato. Dieci biciclette in fibra di carbonio di marca Bmc e Trek utilizzate da professionisti della gran fondo e della mountain bike del valore complessivo di 50mila euro. Il colpo è stato messo a segno l’antivigilia di Natale al negozio «Cicli Franceschi» sulla via Pesciatina a San Vito. La banda - probabilmente composta da 3-4 persone - ha agito indisturbata scegliendo con cura le bici da rubare. Ma nella fuga una testimone - che abita proprio nelle vicinanze dello storico negozio di biciclette - ha notato allontanarsi nella leggera foschia calata nella notte un furgone bianco. La donna però non sa riconoscere il modello e tantomeno il numero di targa. Non è da escludere che quel mezzo sia stato usato dai malfattori per caricare le mountain bike e le bici da corsa selezionate e farle sparire dalla circolazione per poi piazzarle sul mercato della ricettazione. Sul colpo stanno svolgendo accertamenti i carabinieri della stazione di Borgo Giannotti. Ogni velocipede trafugato è munito di matricola, ma riuscire a recuperare le bici sarà un’impresa titanica. Come scalare il passo dello Stelvio o il mont Ventoux tanto per rimanere nell’ambito delle due ruote.

I precedenti. «Cicli Franceschi» è uno storico negozio di biciclette. Aperto nel 1974 sulla via Pesciatina a San Vito da Narciso Franceschi, 71 anni, ex corridore nei dilettanti (era un ottimo scalatore) oltre a buon meccanico delle due ruote, da alcuni anni è gestito dal figlio dell’ex ciclista, Luca Franceschi. Nel novembre 2010 proprio Narciso Franceschi subì un furto di 23 biciclette del valore complessivo di 10mila euro. E fu proprio l’ex corridore degli anni Sessanta-Settanta a catturare uno dei malviventi. Guardando il monitor della telecamera esterna notò un ragazzo con indosso un marsupio che si portava sul retro del magazzino e di lì a poco fuggiva con una bicicletta da corsa marca Trek del valore di duemila euro. Memore di quanto visto dalle immagini della telecamera tornando a casa in auto notò una persona sospetta che si trovava in strada di fronte al suo negozio. Pensò subito che potesse trattarsi di un ladro e così, imboccando una stradina laterale, tornò sui suoi passi e vide due malviventi che salivano su altrettante bici appena sottratte dal suo magazzino e cercavano di fuggire. Franceschi non esitò un momento e bloccò uno dei malfattori che riuscì ugualmente a fuggire. Ma l’indomito ex ciclista non si diede per vinto e, ripresa la macchina, seguì il malvivente sino al camposanto di San Vito mentre, nel frattempo, telefonava al 113. Con l’aiuto della polizia il ladro - un immigrato di origini marocchine che all’epoca aveva 37 anni - venne acciuffato dagli agenti che gli trovarono indosso una tronchese. Più tardi, il complice dell’extracomunitario, si presentò in questura e venne denunciato. In quella circostanza la coppia forzò la rete metallica del magazzino dietro al locale e iniziò a caricare le bici proprio su un furgone bianco. Molto simile a quello notato l’antivigilia di Natale.

Analogie. Ma quella è l’unica analogia. Perché l’impressione è che stavolta ad agire siano stati professionisti in grado di piazzare in tempi rapidi le bici di pregio trafugate.

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