Il Tirreno

Lucca

Prima picchia la ex poi un carabiniere

di Gianni Parrini
Prima picchia la ex poi un carabiniere

Trentenne di Lucca arrestato sabato notte ad Antraccoli

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LUCCA. «Sparatemi, senza di lei non posso vivere». Ripeteva queste parole ai carabinieri che lo stavano ammanettando. Peccato che poco prima avesse rivolto calci, schiaffi e offese verso quella stessa ragazza che diceva di amare. Mario Giovannoni, 30 anni, residente a Lucca e già noto alle forze dell’ordine, è stato arrestato dai militari del radiomobile nella notte tra sabato e domenica ad Antraccoli. Il ragazzo poco prima aveva aggredito l’ex compagna e poi si era scagliato contro un carabiniere che tentava di fermarlo. Nei suoi confronti pesa l’accusa di resistenza e lesioni aggravate a pubblico ufficiale. Il militare è stato medicato al Pronto soccorso di Lucca e ha riportato ferite giudicate guaribili in sei giorni, mentre la ex (che procederà con una querela di parte) ha riportato lesioni per 5 giorni. Il fascicolo che ricostruisce l’accaduto è finito sul tavolo del sostituto procuratore Salvatore Giannino.

I fatti. L’episodio è avvenuto intorno alle 2 di notte lungo la via Romana. A quanto pare l’uomo era da poco uscito dalla discoteca KuKù, dove aveva incontrato la ex fidanzata in compagnia di alcune amiche. Quando la comitiva delle ragazze (tre o quattro) ha lasciato il locale per tornarsene a casa, Giovannoni è spuntato fuori e ha cominciato a inveire contro la sua ex, arrivando addirittura a malmenarla. La scena è avvenuta all’incrocio che si trova davanti alla chiesa di Antraccoli. Il “porchettaro” che ha un banchetto lì vicino ha fiutato il pericolo e ha chiamato il 112: sul posto è arrivata una pattuglia del radiomobile che ha tentato di calmare l’uomo. Ma Giovannoni era fuori di sè e ha aggredito un militare, prima di essere immobilizzato. Sul posto è poi arrivata una seconda macchina dei carabinieri, assieme a un’ambulanza del 118: il trentenne è stato caricato sul mezzo e portato all’ospedale San Luca, dove i medici lo hanno sottoposto agli esami tossicologici.

Il racconto. Alla scena hanno assistito diverse persone: «Pensavo ci fosse stato un incidente – racconta un testimone – Ho visto l’auto dei carabinieri e mi sono fermato. C’era questo ragazzo che continuava a urlare di non poter vivere senza la sua ragazza. Questa ultima, quasi impietosita, si stava avvicinando di nuovo a lui, ma le amiche l’hanno tenuta lontana, mentre i carabinieri gli intimavano di stare calmo. Il ragazzo diceva che gli bruciavano gli occhi: forse i militari hanno usato uno spray per immobilizzarlo».

Una questione privata. La discoteca Kukù, che in passato è stata teatro di risse (a metà novembre uno studente fu pestato e il locale venne chiuso per 15 giorni), stavolta non c’entra. I dipendenti fanno sapere che la lite fra il ragazzo e la sua ex è avvenuta all’esterno, lontano dal parcheggio privato del locale. «Non so se i due si sono incontrati in discoteca – spiegano dal Kukù – ma l’aggressione è avvenuta lungo la via Romana. Noi non c’entriamo niente. A quanto sappiamo l’uomo ha perso la testa perché non accettava di essere stato lasciato dalla sua ragazza. Un fatto privato che non ha alcun legame con l’attività del locale».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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