Sicurezza
Tetto in eternit «Nessuna proroga alla rimozione»
Interpellanza di Angelini per chiedere di non accogliere la richiesta del curatore fallimentare dell’ex cartiera Giusti
CAPANNORI. No alle proroghe per la rimozione del tetto di eternit all'ex cartiera Giusti di Lammari come richiesto dal curatore fallimentare. Lo dice il consigliere Guido Angelini, il quale ha protocollato un'interpellanza urgente indirizzata al sindaco Luca Menesini e al dipartimento prevenzione Asl, per chiedere il rispetto dell’ordinanza che impone la rimozione del tetto di amianto previsto entro questo dicembre. Un’interpellanza arrivata dopo che il consigliere è venuto a conoscenza della lettera protocollata in Comune il 4 dal liquidatore dell'azienda industriale Ondulati Giusti Spa, per chiedere una proroga di 18 mesi per fare lo smantellamento, per ragioni legate alla procedura di concordato preventivo.
Angelini evidenzia come, secondo gli impegni assunti con l'atto unilaterale del 24 gennaio 2014 all'agenzia del territorio, lo smantellamento del tetto per ragioni sanitarie e ambientali avrebbe dovuto avvenire entro la fine del 2015.
Il capannone industriale, alto 10-12 metri con una superficie di oltre 1000 mq e ricoperta di eternit-amianto, ha subito un consistente peggioramento dopo la tempesta di vento del 5 marzo.
«Lo stato di degrado del tetto è in costante aumento col passare del tempo – scrive Angelini – anche per l'assenza di qualsiasi intervento di manutenzione. Gli abitanti della zona sono preoccupati e temono conseguenze per la salute. Le motivazioni procedurali sollevate dal liquidatore dell'azienda per la richiesta di una proroga di 18 mesi non sono accettabili e nemmeno motivate (l'assemblea dei creditori è fissata fra tre mesi) e non possono in alcun modo prevalere sul rispetto della legge e sulla salute dei cittadini. Lo smantellamento del tetto dell' ex fabbricato industriale, comunque vada la procedura fallimentare in corso, deve essere effettuato a norma di legge per il continuo degrado e per lo sfaldamento delle fibre amiantose».
Il consigliere del Pd pertanto chiede che non venga concessa «al liquidatore alcuna proroga», mantenendo gli impegni presi nell’interesse della salute dei cittadini.
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