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L’ultimo anno di Babbo Natale

L’ultimo anno di Babbo Natale

Lucca, il Santa Claus di piazza Grande: «In classe sono scomodo». Gli ex della Provincia: «Facci tornare a proteggere i boschi»

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LUCCA. «Caro Babbo Natale, tu che sei molto buono e porti i regali a tutti quanti quest’anno ti chiediamo di aiutarci affinché sia possibile continuare a proteggere i nostri boschi. Lo sai che ci trasferiscono un po’ qua e un po’ là senza avere la certezza di poter continuare a svolgere il nostro lavoro così bene come abbiamo fatto finora e soprattutto senza sapere dove troveremo gli strumenti per farlo». Comincia così la lettera recapitata a Babbo Natale nella casetta della Protezione Civile in piazza Napoleone da parte di quattro dipendenti del servizio antincendi della Provincia trasferiti in altri uffici a disposizione della Regione.

Un Natale amaro per i quattro addetti, che per una vita si sono occupati di tutelare i boschi, che hanno amato e protetto. La riforma delle Province li ha destinati ad altri ruoli e loro, adesso, si sentono spaesati.

«Se ci mandi in fretta una nuova organizzazione di antincendi boschivi - chiude la lettera - noi metteremo tutto il nostro impegno per far presto a spegnere gli incendi e proteggere i boschi».

La lettera però non è l’unico motivo di amarezza per Babbo Natale, che oggi - dalle 15 alle 18 - chiude il ciclo dei suoi ricevimenti prima del 25 dicembre. «In tutto sono venuti circa settecento bambini in questi giorni - racconta Babbo Natale -, ma in un’atmosfera di maggiore tristezza rispetto al passato. C’è meno entusiasmo, tanto che le liste di doni non vanno oltre due o tre».

Non finisce qui. L’ultima annotazione di Babbo Natale è forse la più triste. Quest’anno si sono rarefatti gli inviti a far visita nelle scuole, che invece fioccavano in quantità fino all’anno scorso. «I primi giorni di apertura della casetta - racconta - venivano le insegnanti a invitarmi. Salvo poi telefonarmi per disdire le visite. Perché anche la visita di Babbo Natale, una figura considerata solo “europea” è diventata scomoda nelle scuole, c’è troppa paura di incorrere in proteste da parte di chi non riconosce questa figura, perché per motivi religiosi o di proprie tradizioni non riconosce il Natale. Mi sembra ingiusto: Babbo Natale porta semplicemente il sorriso sul volto dei bambini, e questo è molto importante. Sono intristito da questi eventi. A questo punto penso proprio che questo sia il mio ultimo anno nella casetta». ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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