Sicurezza
L’amore per il calcio del ragazzino stimato da tutti
Il pellegrinaggio degli amici davanti all’abitazione «Era buono, aiutava sempre chi era in difficoltà»
LUCCA. Il calcio era la sua grande passione. Dal 2010 al 2012 aveva giocato negli Allievi del Porcari, conquistando anche ottimi risultati in campionato e nei tornei. Giovanni Fazio era un difensore grintoso e caparbio. Tra le sue squadre anche la Pieve San Paolo e l'Atletic Badia (calcetto). E in tutte le squadre ha lasciato uno splendido ricordo. Ed ora anche un vuoto difficile da colmare.
Un terribile incidente ha spezzato la sua giovane vita nella notte di martedì sulla via di Tiglio a Pieve San Paolo. «Nello spogliatoio gli volevamo tutti bene, era un ragazzo socievole ed altruista - parla con la voce rotta il suo allenatore Nicola Baroncelli – mi colpirono subito la sua umiltà e serietà. Anche quando non giocava o entrava nel secondo tempo non si lamentava mai. Un bell'esempio».
Gli amici del bar. Nell'album del suo profilo di Facebook domina il Milan. Ci sono immagini dello stadio San Siro in festa per lo scudetto, di Ibrahimovic, El Shaarawy e Pato, ma anche Messi e Neymar, campioni ed idoli amatissimi da tutti i giovani col pallone in testa. Anche la Lucchese era nel suo cuore. Tra i suoi “amici” sui social ci sono l'ex viceallenatore Stefano Fracassi e gli ex rossoneri Stefano Petroni e Cristian Brega. Come molti ragazzi della sua età amava ascoltare la musica ed andare in giro in centro a Lucca con gli amici. Tra le sue esperienze aveva anche fatto il Pr per promuovere serate alla discoteca Kuku di Antraccoli.
«Era un ragazzo speciale. Buono, sempre pronto ad aiutare anche i meno fortunati e con una grande vitalità», è il ritratto che fanno di lui al Bar René, uno dei luoghi di ritrovo di “Giò” a San Leonardo in Treponzio. Un paese in lutto. Addolorato e sgomento per questa tragedia. «Veniva sempre col padre a fare colazione prima della partita e con gli amici a bere qualcosa. Un ragazzo semplice, gli piaceva da matti il calcio».
Il pellegrinaggio degli amici. Il bar si trova non molto lontano dall'abitazione della famiglia Fazio, che vive in una casa di corte sulla via di Tiglio, lungo la strada per Lucca. Dalle prime ore della mattinata, appena appresa la drammatica notizia, sono arrivati i parenti e gli amici più cari per stringersi intorno alla mamma e al papà. Per provare a scambiare con loro parole di conforto, fare sentire la vicinanza in questo momento drammatico, fatto di silenzi strazianti. Travolti dal dolore, a pochi giorni dal Natale, che soltanto la perdita di un figlio può generare. Lacrime, rabbia e pochissima voglia di parlare. Come è comprensibile quando muore un ragazzo di appena 18 anni, nel pieno della vita. Troppo forte il dolore e l'incredulità. La notizia dello schianto e della morte del diciottenne di San Leonardo ha fatto presto il giro del paese, dove la famiglia è conosciuta nella comunità.
Il padre Nicodemo lavora nel settore edile. La madre Cristiana nel sociale, educatrice in una casa-famiglia dell'Anffas. Persone amate per la loro semplicità ed umanità. Tanti messaggi. Sconvolti anche gli amici che, numerosi, sui social network hanno lasciato messaggi di cordoglio per Giovanni, che aveva frequentato la scuola media don Aldo Mei a San Leonardo Treponzio e poi l'istituto tecnico Giorgi a Lucca, interrompendo quest'anno gli studi in procinto di dedicarsi al lavoro. La sua bacheca di Facebook è piena di foto e messaggi, fra aneddoti e tanta tristezza. Da tutti è dipinto come un ragazzo in gamba e sempre pronto ad aiutare il prossimo. «Non meritavi tutto questo! Eri una persona fantastica. Riposa in pace Giovannino» è uno dei tantissimi messaggi e ricordi lasciati sulla bacheca dello sfortunato ragazzo. Un'altra giovane vittima della strada. È ancora vivo il dolore, a quasi un anno di distanza, per la scomparsa di Michael Petrini, travolto a 14 anni da un'auto a Camigliano: dodici mesi di dolore per tutta la Piana.
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