Il Tirreno

Lucca

Rsa, i dipendenti lanciano l’allarme

di Federica Scintu
Rsa, i dipendenti lanciano l’allarme

Ieri si è chiusa la gara per la concessione ma i lavoratori denunciano «incongruenze economiche»

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LUCCA. Sono spaventati i dipendenti della cooperativa bergamasca Kcs, che da tre anni gestisce la Pia Casa e il centro anziani di Monte San Quirico. Hanno paura che i loro posti di lavoro siano a rischio ora che la gestione delle due strutture passerà dalla formula dell’appalto a quella della concessione privata. Ieri alle 17 infatti, si è chiusa la gara di affidamento della concessione: solo oggi, tuttavia, il Comune renderà noto se sono state presentate offerte. Il valore presunto della concessione delle due Rsa per tre anni è stimato in oltre 12 milioni di euro.

Intanto però i dipendenti della Kcs lanciano l’allarme denunciando anche presunte incongruenze di tipo economico. «Da uno studio approfondito del capitolato emerge - scrivono i dipendenti della cooperativa - che il valore annuale stimato è di oltre quattro milioni di euro mentre i dati di occupazione delle due Rsa e delle strutture collegate portano a una quantificazione pari a circa 3.600.000 euro». Un ammanco di 400.000 euro che spaventa i dipendenti - preoccupati che a pagare le conseguenze di quello che definiscono «un errore», siano proprio loro - ma che si dice abbia anche portato alcune importanti realtà del settore a non avanzare la propria candidatura.

«Nella gara sono previsti anche cinque posti letto a libero mercato - aggiungono ancora i dipendenti - che però da soli non riuscirebbero mai a coprire questa discrepanza. Come si intende supplire a questa mancanza? Sicuramente - continuano - saranno gli anziani e il personale attualmente in servizio a pagare le spese di tale errore». Al momento nella Pia Casa e al centro anziani di Monte San Quirico lavorano in tutto circa 180 dipendenti che assistono 145 anziani. E secondo i calcoli dei lavoratori, un “buco” di 400.000 euro corrisponde allo stipendio annuo di 20-25 di loro.

I sindacati finora hanno sempre rassicurato i dipendenti della cooperativa Kcs e a fine maggio era stato anche siglato un protocollo in prefettura mirato a tutelare i posti di lavoro tuttora previsti. «Durante il percorso che ha portato all’affidamento in concessione delle due Rsa - spiega il vicesindaco e assessore al sociale, Ilaria Vietina - abbiamo individuato tutti i modi possibili per tutelare il personale. C’è stata una concertazione con i sindacati e con i rappresentanti dei lavoratori stessi e abbiamo prestato la massima attenzione affinché i lavoratori fossero il più possibile protetti». A prevedere la clausola di salvaguardia del personale è l’articolo 19 del capitolato. «Il concessionario si impegna e si obbliga ad assumere prioritariamente il personale attualmente in servizio - si legge - il cui contratto di lavoro venga risolto dall’impresa cessante, fino al completamento dell’organico previsto dall’offerta progettuale da lui stesso prevista. Ferma restando l’autonomia organizzativa del concessionario, le parti interessate avranno la facoltà di attivarsi per individuare l’eventuale possibilità di adibire il personale del concessionario eccedente in altri servizi e in mansioni equivalenti».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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