Sicurezza
Vagoni al posto dei Tir: un progetto da 10 milioni
Dopo Diecimo ora Lucart vuol portare i treni anche dentro lo stabilimento di Castelnuovo Garfagnana
LUCCA. Ogni giorno centinaia di camion si muovono su e giù tra Piana, Mediavalle e Garfagnana. Sono fastidiosi e pericolosi, inquinano, eppure sono un sintomo di salute per l’economia. Sono i camion che portano prodotti lavorati e materie prime da e per il polo industriale che fa vivere la parte alta della nostra provincia. Il particolare si muovono da e per l’industria cartaria, che anche qui ha un polo di eccellenza. E molti di quei camion sono diretti, o arrivano, agli stabilimenti della Lucart, un gigante della lavorazione della carta, con 6 stabilimenti (a Diecimo, Castelnuovo, Porcari in Lucchesia) e 1.200 dipendenti, di cui 812 nella nostra provincia.
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Un traffico o, per usare il termine tecnico, una movimentazione merci, che ha un grande costo, non tanto in termini economici ma sotto i profili, anche più importanti, ambientali e di sicurezza. Parte di quei camion sono già stati tolti dalle strade, sostituendoli con dei vagoni. Ai treni che venivano utilizzati da Lucart per l’uscita del prodotto finito o semilavorato dall’azienda si sono aggiunti, adesso, i treni che dal porto di Livorno portano la materia prima, ossia la cellulosa, direttamente allo stabilimento della Mediavalle. In totale circa 4.500 transiti di camion (tra andata e ritorno) che sono stati sostituiti da vagoni. Con minori emissioni di CO2 (a parità di quantità di merce trasportata le emissioni sono ridotte del 75%), e con meno traffico su strada e autostrada, (con quel che comporta per la sicurezza di tutti i viaggiatori, compresi gli automobilisti).
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Un vantaggio frutto di un intervento di potenziamento della rete ferroviaria che ha messo insieme tanti soggetti, coordinati dal ministero dei Trasporti, e che con un investimento di 10 milioni di euro ha reso possibile il passaggio dei treni merci sul tratto ferroviario Lucca-Diecimo. Un bel risultato, ma non definitivo. Da parte della Lucart c’è l’intenzione di proseguire su questa strada (ferrata) e portare i treni sino allo stabilimento di Castelnuovo, dove l’azienda ha già uno spazio accanto alla stazione, un tempo utilizzato come scalo merci, che potrebbe recuperare la sua antica destinazione. Per farlo serve un nuovo intervento, di almeno una decina di milioni. E su questa strada ci si sta muovendo.
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«La nostra proposta è quella di riattivare, a nostre spese, il tronchetto ferroviario interno, che era stato dismesso una ventina di anni fa», spiega Giovanni illibato, direttore supply chain della Lucart, che ieri ha presentato il progetto assieme al viceministro ai trasporti Riccardo Nencini. Un intervento che interessa anche altre aziende della zona, e che deve coinvolgere più soggetti, per proseguire il percorso avviato con gli investimenti sulla rete per Diecimo. Il ruolo di coordinatore sin qui è stato rivestito dal ministero dei Trasporti, rappresentato qui da Nencini: «Si tratta di completare un lavoro iniziato e completato (quello fino a Diecimo ndr) nei tempi previsti, anzi, con un giorno di anticipo. Così come nel primo caso si tratta di mettere assieme tutti i soggetti interessati. Stiamo aspettando i pareri di Regione Toscana e Rete Ferroviaria per partire, e sono abbastanza ottimista».In ballo c’è l’eliminazione di un altro paio di migliaia di viaggi in camion.
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