Italia
L’ultimo brindisi prima dell’addio alla casermetta
Anche l’associazione Amici delle Mura, punto di riferimento per gli anziani, lascia la sede storica sul baluardo San Frediano
LUCCA. Dopo il brindisi d'auguri, il silenzio. Simonetta Simonetti, presidente e fondatrice dell'associazione Amici delle Mura ha aspettato la conclusione del pranzo di Natale ma al termine ha dovuto dire addio ai "suoi" anziani, agli ottanta e più fra uomini e donne che da anni - diciannove ne conta l'associazione - hanno avuto come punto di riferimento la casermetta San Frediano. Il luogo "loro", dove trascorrere ore preziose, sempre attivi, dove dimenticare la solitudine e condividere pezzi di vita.
Gli Amici delle Mura dovranno lasciare la casermetta, subito, già da domani. Lo sapevano che a seguito del bando dell'Opera delle Mura ad aggiudicarsela, a partire dal primo gennaio 2016, sarà un'altra associazione. Lo sapevano i soci anziani dell'associazione di Simonetta Simonetti, ma fino in fondo hanno creduto che ci fosse un'altra chance.
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Una vicenda dolorosa. La presidentessa l'ha ricostruita alla fine del pranzo, con cinquanta e più persone ancora sedute alle tavole imbandite, semplici ma ricche, preparate con cura, come i cibi che si sono susseguiti nelle portate. Sedute e allibite.
Anche Gli Amici delle Mura avevano partecipato al bando, ma la loro domanda era stata giudicata improcedibile dalla commissione valutatrice perché considerata priva di un elemento fondamentale: la disponibilità a tenere aperta tutti i giorni la casermetta, offrendo ai visitatori la possibilità di usufruire dei servizi igienici.
Peccato però che quella disponibilità sia espressa nella domanda di partecipazione al bando, nero su bianco nell'ultima pagina del progetto di utilizzo della casermetta.
Simonetta Simonetti ci ha provato fino all'ultimo a salvare la sua sede e la sua associazione. Ha chiesto l'accesso agli atti, ha atteso un mese e poi ha potuto avere l'ulteriore prova in mano: il testo del suo progetto. «Mi sono rivolta anche al sindaco Alessandro Tambellini - spiega la presidentessa - oltre che al dirigente dell'Opera delle Mura». «Niente da fare, indietro non si torna», si è sentita solo rispondere.
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«L'assessore al sociale, Ilaria Vietina - continua il racconto - mi ha offerto una stanza alla Pia Casa. La ringrazio, ma ho spiegato che uno spazio del genere non è adatto alle attività dei "miei" anziani. Per loro la casermetta è stato un luogo di vita più che per trascorrere semplicemente del tempo. È stato un motivo per uscire, per prepararsi, per avere cura di sé». Simonetta Simonetti è molto amareggiata. Anche molto arrabbiata per il trattamento subito. «L'unica legge che ho visto valere è quella del Marchese del Grillo. In questa mia vicenda come nel celebre film in cui Alberto Sordi dice "io sono io e voi non siete niente". Noi non siamo niente, non abbiamo avuto alcuna considerazione seppure certi del nostro essere nel giusto. Non ho ritenuto di fare una causa contro il Comune: ho creduto che riconoscessero lo sbaglio della commissione, che ci lasciassero la casermetta o almeno ci proponessero un'alternativa adeguata. Mi sono rivolta al difensore civico, che ha scritto più lettere al Comune e all'Opera delle Mura spiegando la situazione. Sono state ignorate. Addirittura il difensore civico si è recato di persona all'Opera delle Mura, ma senza risultato alcuno. Addirittura sono venuta a sapere che se non ci fossimo decisi a sloggiare ci avrebbero mandato i carabinieri. Abbiamo fatto il pranzo di Natale, ormai era tutto preparato e non volevo che i partecipanti ci rinunciassero o che sapessero tutta la verità prima di adesso. Mi dispiace terribilmente, questa bellissima esperienza finisce qui. E mi sorprende e mi addolora che nessuno dell'amministrazione ne abbia capito il significato e il valore».
Il frigorifero, gli arredi, tutto quello che è di proprietà dell'associazione, sarà riposto in una stanza messa gentilmente a disposizione dall'istituto Carlo Del Prete.
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