Il dolore
I lavoratori contro la onlus lucchese
MASSA MARITTIMA. La rottura all’interno dell’associazione è profonda. Anzi, ormai quasi insanabile. Dopo mesi di confronti serrati e spesso duri, i rappresentanti e i lavoratori maremmani della onlus...
MASSA MARITTIMA. La rottura all’interno dell’associazione è profonda. Anzi, ormai quasi insanabile. Dopo mesi di confronti serrati e spesso duri, i rappresentanti e i lavoratori maremmani della onlus Sviluppo e Partecipazione di Bagni di Lucca, che ha in affidamento duecento cinquanta profughi nelle Colline Metallifere, denunciano un atteggiamento «irrispettoso e affatto trasparente» da parte dei vertici dell’associazione, elencando una serie di episodi culminati con l’invio della documentazione legata alla gestione dell’accoglienza agli organi di controllo: ispettorato del Lavoro, guardia di finanza, Prefettura e Procura di Grosseto.
«Negli ultimi mesi abbiamo avuto diverse ispezioni di Asl e autorità, tutte legittime, che hanno portato a prescrizioni a carico dell’associazione e a infrazioni che hanno portato a dei provvedimenti – spiega Luciano Fedeli, il rappresentante della onlus in Maremma che si fa portavoce dei problemi dei lavoratori – Non convinto delle controdeduzioni prodotte dal responsabile legale dell’associazione, ho inviato la documentazione alle autorità competenti».
E se le prescrizioni sono legate ai livelli di igiene e manutenzione delle strutture d’accoglienza, le presunte infrazioni riguardano i rapporti di lavoro tra la Partecipazione e Sviluppo e i ragazzi delle Colline Metallifere. Dieci in tutto, a cui non sembra verrà rinnovato l’incarico. «La verità è che l’associazione ha già trovato altre persone con cui rimpiazzarli, senza tener conto del lavoro pregresso e della preparazione di questo gruppo riguardo l’accoglienza di profughi» continua Fedeli, che poi affonda. «Questa onlus non ne vuole più sapere della Maremma. Per capirci: grazie al nostro lavoro, dai 25 profughi accolti un anno fa oggi siamo arrivati a 250, per un fatturato da 14mila euro al mese». Non fa sconti Fedeli, ma quello che chiede veramente ai vertici lucchesi è quale destino hanno in serbo per i dipendenti delle Colline Metallifere. Le due parti hanno aperto un tavolo mesi fa con tanto di partecipazione del mondo sindacale, ma finora non ha portato a nulla. «Non si hanno indicazioni su quale sarà la tipologia d’inquadramento e la retribuzione spettante». Risultava staccato per tutta la giornata il cellulare di Emanuele Ghionzoli, il presidente dell’associazione: impossibile ottenere la sua versione.
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