Il Tirreno

Lucca

Spari nell'oliveto, dopo 45 giorni Barsi lascia la rianimazione

Gianfranco Barsi
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Gianfranco Barsi

Inizierà la riabilitazione respiratoria in un altro reparto dell'ospedale di Cisanello, nel quale è ricoverato dal 7 novembre

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COREGLIA. Gianfranco Barsi, il 49enne operaio di Vitiana, che il 7 novembre venne preso a fucilate da un cacciatore mentre si trovava nel suo oliveto insieme al figlio Riccardo (che ha evitato i colpi), è ancora ricoverato all’ospedale Cisanello ma non è più in pericolo di vita. Per 45 giorni è rimasto in prognosi riservata nel reparto di rianimazione, sotto stretto controllo medico dopo essere stato sottoposto a due delicati interventi chirurgici. Ma da lunedì 21 dicembre, Barsi sarà trasferito in un altro reparto dove inizierà la riabilitazione.

A darne notizia è il parroco di Vitiana, Giuseppe Andreozzi, che da quel 7 novembre insieme a tutta la comunità, non ha mai lasciato solo Gianfranco. «Sono riuscito a portare i nostri auguri di Natale a Gianfranco - scrive il parroco su Facebook - e lui contraccambia a tutti. Lunedì lascerà il reparto di rianimazione dove per trasferirsi in un altro padiglione dell'ospedale di Cisanello dove inizierà gli esercizi di riabilitazione, soprattutto respiratoria. I familiari desiderano ringraziare la Misericordia di Borgo a Mozzano per il soccorso impegnativo di quel sabato - scrive ancora il parroco - ma anche gli amici e i paesani che al pronto intervento di quelle ore hanno fatto seguire un costante accompagnamento in tutto questo periodo. Un grazie particolare è rivolto al primario dott. Malacarne e a tutto lo staff del reparto rianimazione».

Don Andreozzi racconta anche di aver trovato Gianfranco «con un buon spirito, speranzoso di rimettersi in salute il prima possibile. Inoltre - dice ancora il parroco - lui di quel giorno ricorda tutto». Intanto il cacciatore di Ghivizzano, Marco Zappelli, resta nel carcere di San Giorgio con l’accusa di duplice tentato omicidio. Il sostituto procuratore, Antonio Mariotti, il 26 novembre ha chiesto al giudice delle indagini preliminari l’incidente probatorio col quale si cercherà di capire se Zappelli aveva la volontà di uccidere anche Riccardo. Per la chiusura delle indagini si aspetta il risultato dell’incidente probatorio.

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