Finanza
La piccola Sassi accoglie 6 profughi
Sono ospitati nella canonica di San Rocco e danno una mano a fare piccoli lavori
MOLAZZANA. Giovani, forti, e integrati. A Sassi, ridente frazione montana di Molazzana, sei giovani richiedenti asilo, da qualche settimana, hanno sconfitto scetticismi e incomprensioni, divenendo di fatto figli adottivi del paese. E portare da un giorno all'altro sei immigrati in un centro di appena 130 abitanti, non è facile. Nel comune apuano non si accoglievano profughi ormai da anni, e spesso ci sono stati dei “no” ad ospitare gli sfollati, ma adesso la musica è cambiata dopo gli accordi in Prefettura dello scorso settembre. Il merito è della cooperativa sociale “Odissea” di Lunata, che si occupa di accoglienza profughi e inclusione sociale. Dopo accordi con l'amministrazione comunale, e soprattutto un rapporto costante coi sassesi, i sei ragazzi africani, che hanno tra i 18 e i 27 anni, sono stati ospitati nei locali della canonica della chiesa di San Rocco, e aiutano gli operai del Comune in tutte le frazioni dando una mano ai cittadini (specie gli anziani) nell'esecuzione di piccole manutenzioni. Una scommessa vinta, secondo Silvia Botti, responsabile di zona della cooperativa: «I profughi sono nella struttura di Sassi già da quest’estate – afferma - e volevamo dimostrare che i ragazzi si stanno integrando con la comunità, lavorando con i cittadini e soprattutto facendosi apprezzare per cultura ed educazione». Gli ospiti sono Thompson Bassey, Ken Moses, Diarra Condè, Samuel Guan, Diallo Gouraissou e Lamine Cissè. C'è uno spaccato di Africa occidentale trapiantato sotto le Apuane, visto che ci sono due nigeriani, due della Guinea, un ghanese e uno Senegal: «È una casa multiculturale – continua la Botti -, loro vivono dei soldi stanziati dall’Ue e hanno voluto loro stessi rendersi utili». I ragazzi, a giudicare dalle facce sorridenti, sono soddisfatti di vivere con questa nuova realtà: «Siamo contenti di aiutare la gente – afferma – e ci rendiamo disponibili a organizzare eventi e feste, perché ci piace stare qui. Il nostro futuro è in Italia, e quindi ci dobbiamo integrare». Il sindaco Rino Simonetti si gode questo risultato: «Abbiamo deciso di collaborare come amministrazione per due motivi – sostiene -: favorire l'integrazione e soprattutto avere dei risultati concreti, e vedere questi giovani impegnarsi fa solo bene». I sassesi, all'inizio diffidenti, hanno poi accolto i profughi. Molti aiutano gli anziani a sistemare la legna o compiere piccoli lavori in giardino. Uno, il guineano Diarra Condé, è diventato uno dei pilastri dell'As Sassi – Eglio, storica società calcistica che disputa campionati Amatori.
Nicola Bellanova
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