L’inciviltà colpisce ancora, ma il porta a porta funziona
Lucca: viaggio nelle frazioni dove negli ultimi giorni sono stati tolti i cassonetti
LUCCA. Partiamo dagli aspetti positivi: l’impatto con il nuovo sistema di raccolta sembra riuscito, pur con tutte le comprensibili difficoltà di adattamento che questo comporta per i cittadini. La brutta notizia? Restano i problemi vecchi, legati al più incurabile dei mali, l’inciviltà. Parliamo dell’abbandono dei rifiuti, un male endemico delle zone di periferia e delle campagne, frutto di tanti fattori: un po’ di pigrizia, tanta maleducazione e, soprattutto, stupidità. Sì, perché abbandonare il vecchio televisore o il materasso su un ciglio della strada, sperando che qualcuno se ne faccia carico, quando basta una telefonata a Sistema Ambiente per farselo venire a prendere (e gratis) è fondamentalmente stupido.
E adesso, con il completamento del sistema di raccolta porta a porta, è legittimo temere un aggravamento del fenomeno degli abbandoni di rifiuti. Parallelamente alla consegna dei diversi contenitori per la raccolta differenziata è cominciata la rimozione dei vecchi cassonetti da tutto il territorio comunale di Lucca. Un lavoro che in gran parte è già stato fatto (ormai restano da togliere solo quelli a sud della Sarzanese nell’Oltreserchio, nella zona di Nozzano per intenderci), e che, inevitabilmente, è destinato a cambiare le abitudini dei lucchesi.
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In ordine di tempo le ultime zone toccate dalla rivoluzione sono state la zona a nord della Sarzanese al di là del Serchio e il Morianese. Qui non ci son più cassonetti, anche se ne resta traccia, sotto forma delle diverse piazzole in cemento sulle banchine stradali. Questo ha ovviamente complicato la vita di chi vive qui, chiamato a suddividere la spazzatura nelle sue diverse componenti e a metterla fuori dalla porta di casa seguendo un preciso calendario di raccolta.
Una situazione che aveva portato, alla vigilia, a temere in una recrudescenza nel fenomeno dell’abbandono dei rifiuti e della diffusione delle discariche abusive. Il timore, legittimo, era che a fianco dei rifiuti ingombranti, “classici componenti” dei mucchi di rifiuti abbandonati, in questo caso si aggiungessero anche i più piccoli, ma più insidiosi, sacchetti della monnezza, quelli che fino all’altro ieri venivano buttati nei cassonetti che adesso non c’erano più.
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Un timore legittimo, e giustificato anche dalle immagini che negli ultimi giorni è capitato di vedere sui social network, in particolare sulla pagina Fb “Sei lucchese se”. Ebbene, da un giro nelle zone interessate dal cambiamento emerge che sì, il problema c’è, ma in proporzioni fortunatamente molto meno gravi di quel che si poteva pensare alla vigilia. L’impressione è che i lucchesi abbiano digerito rapidamente il nuovo metodo e che il senso civico, almeno da queste parti, sia forte. Lo dimostrano tanti particolari. Il primo è dato da quel che c’è, ossia i contenitori della raccolta multimateriale, quella che si faceva al venerdì: davanti a ogni casa c’era il bidoncino verde pronto per essere raccolto.
Ma ancor più significativo era quel che non c’era, ovvero lo sporco. Sopravvivono, qua e là, le discariche di rifiuti ingombranti, e anche se molti dei siti indicati nelle foto diffuse su Facebook sono stati ripuliti, altri mobili ed elettrodomestici sono stati abbandonati lungo i bordi della strada di campagna. Ma quel problema è scollegato dalla presenza o meno di cassonetti: già da prima della loro rimozione c’erano le discariche di ingombranti. Il timore, come detto, era collegato al classico sacchetto della spazzatura.
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Ebbene, non che la situazione sia idilliaca, di sacchetti abbandonati se ne trovano, ma comunque meno di quanto si sarebbe potuto temere. Resti di sacchetti si incontrano in prossimità delle banchine in cui fino a pochi giorni fa c’erano i cassonetti: probabilmente chi li aveva portati lì era rimasto spiazzato dall’assenza del cassonetto e, a quel punto, aveva lasciato lì il sacchetto. Un problema soprattutto dei primissimi tempi, visto che quei sacchetti (in parte anche rotti da qualche animale di passaggio) sembravano essere lì da alcuni giorni. Percorrendo le strade che salgono e scendono lungo le colline dell’Oltreserchio e del Morianese, da Sant’Alessio a Pieve Santo Stefano, da Mutigliano a San Pietro a Vico, fino a San Cassiano, non è impossibile trovare qualche sacchetto di spazzatura abbandonato sulle banchine stradali o lungo i fossi che costeggiano le vie. Brutti, sporchi e puzzolenti, ma quasi sempre si trattava di singoli sacchetti. Quasi sempre perché, proprio avvicinandosi a Lucca, un paio di discariche fatte di sacchetti è capitato di incontrarle, in via Tognetti, quasi al confine con la frazione capannorese di Marlia, e in via delle Ville, con i sacchetti abbandonati nel campo a fianco della strada in punti isolati.
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