Il Tirreno

Lucca

Il call center perde clienti e licenzia 17 dipendenti

di Gianni Parrini
Il call center perde clienti e licenzia 17 dipendenti

Data Company avvia la procedura di mobilità per gli addetti ai servizi di telefonia I sindacati: «Se la testa delle aziende lucchesi va altrove l’occupazione cala»

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LUCCA. Avviata la procedura di licenziamento per 17 dipendenti del call center Data Company srl di Lucca. Dopo che nei giorni scorsi vi abbiamo parlato delle preoccupazioni per il futuro dei dipendenti Snai, oggi arriva un’altra brutta notizia dal mondo del lavoro: la Data Company srl, società che ha un call center in via Mattei a Lucca, ha aperto la procedura di mobilità per 17 dipendenti con la qualifica di impiegati addetti ai servizi di telefonia.

A firmare la lettera che dà avvio ai licenziamenti è il presidente Giuliano Nicoletti, che – da noi interpellato – ha preferito non rilasciare alcuna dichiarazione. La mobilità toccherà la quasi totalità dei dipendenti (17 su 25) della sede lucchese di Data Company, gruppo che ha altri call center sparsi per la Toscana e l’Emilia Romagna.

I motivi. Data Company aveva tra i suoi principali clienti sia la Cassa di Risparmio di Lucca (poi acquisita da Banco Popolare) sia Agos Ducato, società di credito al consumo nata in città ma la cui quota di maggioranza è poi passata nelle mani dei francesi del Crédit Agricole. Le nuove proprietà, entrambe non lucchesi, dei due principali clienti del call center hanno affidato il servizio ad altri soggetti. Così Data Company si è trovata in difficoltà: prima è ricorsa alla solidarietà e ora è costretta a ricorrere all’extrema ratio dei licenziamenti. I dipendenti del call center interessati dal provvedimento fanno attività telefonica inbound: in pratica, forniscono informazioni e assistenza agli utenti di un ente o di un’azienda che si affida a Data Company per questo genere di servizi.

Occupazione a rischio. I sindacati, che al momento pare non siano stati informati, non nascono la preoccupazione: «Non so quale sia la fonte – spiega il sindacalista Massimiliano Bindocci, della Filcams Cgil – Certo è che se l’indiscrezione fosse confermata sarebbe un brutto colpo per il nostro territorio. Data Company ha rappresentato un modello per tutti i call center della zona, trasformando molti lavoratori precari in dipendenti a tempo indeterminato». Il problema è dato dal venir meno dei “clienti storici”. «Se la testa delle aziende nate a Lucca si sposta altrove – spiega Bindocci – il mantenimento dei livelli occupazionali sul territorio è a rischio. È già successo con la Cassa di risparmio e con Agos. La stessa cosa sta accadendo ora con Snai». La diplomazia è al lavoro per cercare di trovare una soluzione. L’intervento di banche, fondazioni e istituzioni potrebbe fornire un salvagente al call center e ai suoi dipendenti. Se la situazione non dovesse risolversi, i lavoratori licenziati usufruiranno per due anni della nuova disoccupazione, la cosiddetta Naspi.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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