Condannato per l’estorsione con foto osè
Tre anni e mezzo a un quarantenne che si fece consegnare 200 euro per non divulgare immagini hard
LUCCA. Condannato in abbreviato davanti al gip Giuseppe Pezzuti a tre anni e mezzo di reclusione (senza sospensione condizionale della pena) con l’accusa di estorsione per aver minacciato di pubblicare le foto osè di una donna, ottenute dopo una conoscenza via Internet, facendosi dare 200 euro. Si tratta di Marco Pecori, 41 anni, fiorentino di origine, ma residente in Lucchesia. Nei suoi confronti è aperta un’indagine della procura di Lucca - affidata al sostituto Piero Capizzoto - con materiale informatico sequestrato dalla polizia postale e che deve essere ancora vagliato.
Pecori era stato arrestato sei mesi fa dalla squadra mobile di Catanzaro, coadiuvata dai colleghi lucchesi, in esecuzione di un'ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip del tribunale di Catanzaro. Un provvedimento restrittivo che prendeva le mosse dalla denuncia di una giovane residente nel capoluogo calabrese adescata con l'inganno sui social network e - secondo le accuse - irretita da Pecori che utilizzava una falsa identità virtuale. Secondo la polizia, Pecori, celato dall'anonimato del web, offriva alla donna un'immagine di sé ben lontana dalla realtà, dicendosi pronto a stringere una relazione amorosa, carpendone la fiducia, fino ad indurla a ritrarsi in foto e video che la raffiguravano in pose dall'inequivocabile significato erotico. Proprio questo materiale, in seguito - per gli inquirenti - è diventato oggetto di estorsione ai danni della giovane che di lì a poco si ritrovava in un vero e proprio incubo, unitamente ad alcuni familiari che venivano coinvolti nella vicenda per far fronte alle richieste di denaro. La minaccia consisteva nel pubblicare "on line" il materiale privato qualora la ragazza non avesse corrisposto il denaro preteso. Al primo pagamento sono seguite ulteriori richieste che si sono interrotte solo con l'intervento degli inquirenti.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
