Attenzione
Cinghiali decimati dai lupi sui monti, cacciatori a secco
I numeri degli esemplari abbattuti sono dimezzati «E anche i nostri cani rischiano se escono dalla battuta»
CASTELNUOVO. Tempi duri per i cacciatori in Garfagnana. Chiude il 31 dicembre la caccia al cinghiale, ma i numeri degli esemplari cacciati sono più che dimezzati rispetto al 2014. Il motivo? Secondo i cacciatori arrivano prima i lupi. Difficile però a dirsi senza un’analisi più dettagliata.
L’emergenza ungulati in Toscana interessava anche la Garfagnana, oggi però i numeri che arrivano dalle squadre di caccia sono ben diversi. Ed oltre ai numeri ci sono le immagini, le tracce nei boschi con tante carcasse: cinghiali, daini, mufloni, sbranati quasi certamente dai lupi. La presenza del lupo è accertata da tempo ed è un segnale positivo per l’ecosistema complessivo. Probabilmente però i numeri sono cresciuti. Insomma, il re dell’Appennino è tornato. La caccia al cinghiale è organizzata a squadre e ce ne sono alcune che sono passate da 80/100 animali catturati in un anno a una decina circa, altre squadre hanno visto i loro numeri dimezzati. La zona che si difende meglio è quella di Vagli e Careggine.
«Chi sta nel bosco come noi cacciatori – ci racconta uno di loro – vede i segni di presenza degli animali, dalle tracce di transito a quelle alimentari. Ci capita spesso di passeggiare per ore nei boschi senza trovare le classiche “rumate” ovvero le mangiate dei cinghiali, o di non vedere terra alzata e foglie smosse, segnali che rimarrebbero anche per giorni e dunque che segnalano un’assenza di medio lungo periodo».
Naturalmente con il calo di cinghiali, sono diminuiti anche i danni provocati dagli stessi. Così, parlare di soprannumero in Toscana è un qualcosa che va ristretto ad alcune aree come Siena o la Maremma, ma che tocca meno la Garfagnana. «E gli animali uccisi sono quasi sempre medio grossi, i piccoli sono i primi ad essere cacciati dai lupi. Anche i mufloni nelle Apuane sono diminuiti, i caprioli sono scesi molto in basso ed anche qui c’è stato un calo della popolazione».
«In alcune zone vicine, i lupi stanno uccidendo anche i cani da caccia, anche quando questi escono dalla battuta ossia fuori dal cordone di cacciatori che in pratica delimita l'area di caccia per quel giorno. Non c’è nemmeno risarcimento in questi casi con tutti i costi che sono collegati ai cani ed al loro addestramento. Se si guarda in Europa, come in Svizzera, Francia e Romania ad esempio, i lupi vengono anche abbattuti seguendo naturalmente dei piani di controllo».
Una novità di questo 2015 perché fino allo scorso il numero di abbattimenti di cinghiali e quindi di popolazione presente era sempre stata in crescita.
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