Attenzione
La scuola è cara sale la protesta degli studenti
Occupate le sedi dell’istituto artistico Passaglia Autogestione al Vallisneri contro la riforma
LUCCA. Si dicono pronti ad assumersi le loro responsabilità. Dichiarano di aver occupato le sedi del centro storico dell’istituto artistico Passaglia perché spazi e materiale scolastico sono scadenti, perché i libri e i trasporti costano troppo e perché le strutture scolastiche non sono idonee. Quella di ieri è stata una giornata di agitazione tra i banchi di scuola. Chiuso ai non studenti l’ingresso in via Fillungo, consentito invece l’accesso anche al personale amministrativo nella sede di piazza Napoleone dove gli studenti in occupazione si sono riuniti al piano superiore. Manca poco al suono della campanella e anche al liceo scientifico Vallisneri a Sant’Anna un gruppo di ragazzi prova a bloccare l’ingresso dei docenti. Interviene la Digos: la maggior parte degli studenti capisce poco di quel che sta succedendo. «I rappresentanti d’istituto non sono d’accordo con l’occupazione, a organizzare tutto sono stati poco più di una decina di ragazzi in accordo col collettivo studentesco del Passaglia», dicono alcuni studenti riuniti fuori dal cancello. Davanti a loro campeggia uno striscione: “Vallisneri occupato”. Ma i professori ormai sono entrati e quella che era partita come un’occupazione si trasforma in una manciata di confusi minuti in una specie di autogestione. Forse. O forse no.
Perché al Vallisneri a regnare è il caos tanto che a metà mattinata molti degli studenti avevano già abbandonato l’istituto senza prendere parte ai gruppi di discussione e senza poter fare lezione.
Il Passaglia si occupa. La mattinata di ieri al liceo artistico comincia con un’assemblea degli studenti: fanno richiesta alla preside, lei acconsente ma la riunione è a porte chiuse. Dopo una votazione, la maggioranza degli studenti si dichiara d’accordo a occupare le due sedi della scuola nel centro storico. Affidati agli striscioni appesi alle finestre e a un post pubblicato nella pagina Facebook del collettivo Passaglia i motivi della rimostranza insieme all’invito a una massiccia partecipazione. «Noi studenti ci siamo mobilitati per portare un tipo di informazione, che solitamente non ci è concessa, all'interno della nostra scuola - scrive il collettivo Passaglia - siamo pronti ad assumerci le nostre responsabilità. Ci rendiamo conto che l’occupazione è la pratica più drastica. Il nostro liceo non ha uno spazio per le assemblee, agli studenti non vengono forniti materiali didattici, non possiede delle sedi regolari e sicure in primis per le classi del musicale. Siamo qua anche per ribadire e protestare nuovamente contro la disorganizzazione della scuola in merito agli stage che sono diventati obbligatori da quest'anno con la riforma della buona scuola di Renzi, e in merito ai trasporti pubblici che vengono utilizzati dalla maggior parte degli studenti che spesso non possono affrontarne i costi. Vogliamo riaprire quel dialogo con la provincia su Sant’Agostino che sembra essersi arenato tra promesse e burocrazia».
Vallisneri autogestito? Alla base della protesta, anche al Vallisneri, la riforma della Buona Scuola. Durante la giornata di ieri, dopo aver abbandonato l’idea dell’occupazione, gli studenti hanno comunque organizzato due assemblee nella palestra piccola. «A tentare di occupare l’istituto sono stati dei ragazzi del collettivo studentesco “collegato” a quello del Passaglia. Per ora la situazione è in evoluzione - ha detto la preside del Vallisneri, Monica Ceccherelli - c’è chi è riuscito a fare lezione regolarmente e chi no. Quello che mi preoccupa è che siamo in un periodo dove sono previste verifiche e interrogazioni quindi non so se i ragazzi riusciranno a recuperarle prima delle vacanze di Natale». In alcune classi infatti, proprio ieri le verifiche sono state svolte, nonostante gli studenti presenti in aula fossero pochi. Intanto, venerdì 18, ci sarà anche il corteo studentesco per dire che «la vostra buona scuola cade a pezzi».
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