Il Tirreno

Lucca

Ha 18 anni la regista del film che racconta Lucida Mansi

di Rossella Lucchesi
Ha 18 anni la regista del film che racconta Lucida Mansi

La giovane lucchese, Lavinia Andreini, ha realizzato “La bella degli specchi” A maggio il suo lavoro sarà presentato anche al festival del cinema di Porto

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LUCCA. Diciotto anni appena compiuti. Un fisico da modella e un volto incantevole incorniciato da una cascata di capelli castani. Il portamento elegante, lo sguardo profondo e dolcissimo che sprigiona un fascino discreto e ancora acerbo che emana comunque un palese sex appeal. Requisiti giusti per aspirare a una carriera di attrice, oppure calcare le passerelle o i set televisivi.

Ma Lavinia Andreini, lucchese doc, ha altri progetti e, anziché mostrarsi al pubblico o sulle copertine patinate delle riviste di moda, preferisce stare dietro la macchina da presa e dirigere i suoi attori.

Una Fellini in gonnella insomma, che sogna Hollywood e il grande cinema internazionale.

Aveva solo sei anni quando, guardando ripetutamente il film “Peter Pan” ebbe l’impulso di trasmettere emozioni con le immagini e sentì che l’unico modo per farlo era creare film.

Ne è passata di acqua sotto i ponti da allora e nel frattempo Lavinia si è costruita, passo dopo passo, un curriculum invidiabile - grazie anche al sostegno dei genitori Roberto e Linda - recitando in teatro e in alcune pellicole cinematografiche e partecipando a impegnativi corsi di specializzazione con attori e registi di fama.

Perché vuole sì, affermarsi come regista, ma non disdegnerebbe ruoli drammatici in pellicole importanti.

Vola alto questa ragazza che frequenta il quarto anno al liceo artistico e che lo scorso 30 novembre ha mostrato al pubblico della sua città il suo primo lavoro in veste di regista.

«Il primo vero, precisa, perché “La bella degli specchi” è il frutto di un percorso iniziato qualche tempo fa con la realizzazione di alcuni cortometraggi amatoriali che mi hanno aperto gli occhi - ha spiegato Lavinia - facendomi comprendere che questa è l’unica strada che potrà consentirmi di realizzare i miei sogni».

È decisa e intraprendente la giovane Lavinia Andreini, tenace e determinata a superare qualsiasi ostacolo per ottenere ciò che desidera. E senza tergiversare sul tempo.

Dopo il diploma volerà in Inghilterra per frequentare importanti scuole di cinema «perché - dice - per sfondare bisogna sì, avere talento e fortuna, ma senza una preparazione adeguata non si va da nessuna parte».

Prima però intende portare avanti un nuovo progetto, ovvero una nuova produzione cinematografica che sta già prendendo forma e che coinvolgerà un gruppo di ragazzi, alcuni dei quali hanno condiviso con lei l’avventura di Lucida Mansi. Un minifilm che ha richiesto due anni di gestazione, ma che finalmente ha visto la luce una sera d’autunno, in un cinema Moderno affollato all’inverosimile.

Era emozionata Lavinia, ma soprattutto felice e orgogliosa di aver dato vita alla figura della nobildonna lucchese che la leggenda vuole aver fatto un patto col diavolo in cambio di qualche decennio di giovinezza. «Tema sempre più attuale nell’era della bellezza e della giovinezza a ogni costo che oggi, con la chirurgia estetica, sembra prerogativa di tutti - commenta la giovanissima regista - e spesso con conseguenze drammatiche, anche su donne giovanissime che si illudono di rincorrere la perfezione. Se in epoca attuale il diavolo apparisse più spesso, sicuramente potrebbe assicurarsi migliaia di anime».

Intanto “La bella degli specchi” parteciperà, a maggio, al festival del cinema di Porto, in Portogallo.

Per la regista lucchese, appassionata del cinema di Francois Truffaut, è una grande opportunità che potrebbe consentirle di compiere passi importanti anche sul grande schermo «dove - dice - le immagini devono parlare più delle parole. Charlot ne è l’esempio più concreto».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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