Il Tirreno

Lucca

Ginny, gattina contesa: «Chi l’ha ritrovata non la vuol restituire»

di Flavia Barsotti
Ginny, gattina contesa: «Chi l’ha ritrovata non la vuol restituire»

Lucca, l’appello della padrona di un micio scomparso alle Tagliate. Un uomo l’ha contattata spiegando di averla data a un amico

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LUCCA. Occhi color ambra, pelo corto e manto rosso tigrato. Le foto della piccola gattina Ginny hanno tappezzato a lungo la zona di via delle Tagliate facendo il giro delle molte pagine Facebook di canili e associazioni lucchesi. Sembrava, purtroppo, una storia comune a quella di tanti altri animali che, per un motivo o per l’altro, si allontanano da casa non trovando più la via del ritorno. E invece è successo qualcos’altro: qualcuno l’ha ritrovata ma non la vuol restituire al padrone.

Invano, dal giorno della sua scomparsa, la proprietaria Daniela Sarti, l’ha cercata da ogni parte. «Quel 17 ottobre, sono rientrata con le buste della spesa – racconta – quando l’ho vista di fronte alla nostra abitazione. Il tempo di scendere di nuovo e lei non c’era più».

Abituata a passeggiare nei dintorni, ma non a stare via così tanto, Ginny, figlia di una gatta randagia, era stata adottata da Daniela Sarti quando aveva poco più di un mese tramite l’associazione Piccole Cucce.

«La abbiamo cercata per settimane, temevamo che fosse stata investita o chissà cos'altro. Poi, a distanza di due mesi, quando ormai ci eravamo messi il cuore in pace, domenica 13 dicembre, ho ricevuto una telefonata che ci ha gettati di nuovo nello sconforto». Dall'altro capo della cornetta, infatti, una giovane voce maschile, con un accento che potrebbe far pensare alla Garfagnana, dopo aver nascosto il proprio numero con la modalità anonimo, avrebbe rivelato di aver portato via la piccola Ginny di cinque mesi.

«Mi ha confessato di averla trovata di fronte alla stradina dove abitiamo e di aver tentato di farla rientrare in giardino prima di decidere di prenderla con sé per consegnarla ad un amico a cui recentemente era morto il gatto». Dopo essersi rifiutato di fornire le sue generalità o il nome della persona con cui adesso si troverebbe Ginny, l’uomo si sarebbe infine giustificato, sostenendo di aver scoperto soltanto domenica scorsa gli avvisi di smarrimento appesi per tutta la zona. A quel punto, approfittando del numero di telefono riportato sui cartelli, avrebbe chiamato «per tranquillizzare e far sapere che la gattina era viva».

«Ma come possiamo stare tranquilli senza sapere in che mani è finita?» si chiede Daniela Sarti nel suo accorato appello tramite il profilo Facebook. Invano, ha cercato di convincere il suo interlocutore. «Stando alle sue parole, adesso sarebbe troppo tardi per portarla via all'amico».

Pur avendo valutato l’ipotesi di uno scherzo di cattivo gusto, a Daniela, quella voce, è sembrata dire il vero. «Siamo sconvolti. Io credo nella buona fede di questa persona, credo che possa aver peccato di leggerezza, ma può ancora rimediare. Ieri mattina mi sono recata alla stazione dei Carabinieri di San Marco per sporgere denuncia: adesso si attiveranno per ottenere i tabulati telefonici e risalire all'autore della chiamata».

Nel frattempo, tutto il mondo social si sta mobilitando. La foto di Ginny sta facendo il giro di molte pagine Facebook ottenendo numerosissime condivisioni e altrettanti commenti di utenti pronti a fare di tutto per ritrovare la gattina rapita e restituirla ai legittimi proprietari.

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