Il dolore
Due ipotesi per salvare la caserma
A Pieve di Compito anche una petizione per non far traslocare i carabinieri
CAPANNORI. Potrebbero aprirsi nuovi scenari per scongiurare il trasloco della caserma dei carabinieri di Pieve di Compito. Due le ipotesi in campo, quella che l'Arma possa restare nella sua attuale sede in via di Tiglio, oppure che venga trovato un altro immobile in una frazione vicina, sempre nel territorio del Compitese.
Gli amministratori locali stanno cercando di fare in modo che la stazione rimanga sul territorio.
«Sono in corso trattative per trovare una soluzione che consenta di mantenere la caserma nel territorio del Compitese», affermano dal Comune. L'immobile che ospita la caserma è proprietà di un privato che ha affittato la palazzina ai militari.
Una situazione di incertezza denunciata due mesi fa dalla consigliera comunale di zona Rossana Giusfredi (Pd), una volta appreso dei possibili sviluppi sulle sorti della caserma. Preoccupati gli abitanti delle frazioni centrali, ovviamente contrari a un allontanamento della stazione dalla Pieve, che rappresenta una posizione strategica per controllare un territorio vasto e collinare, assai frastagliato, come quello del Compitese. Un territorio che abbraccia sette frazioni (ed una popolazione di circa 5.500 abitanti) arrivando fino a Ruota, al confine con i Monti Pisani.
I cittadini sono pronti a mobilitarsi per scongiurare lo spostamento di questo importante avamposto della sicurezza e mantenere la stazione di base. Troppo importante la presenza delle forze dell'ordine in questa zona. I residenti stanno valutando anche di avviare una petizione da presentare alle forze dell’ordine e ai soggetti coinvolti affinché si arrivi ad una soluzione. «Spostare la caserma dalla Pieve sarebbe un danno perché i carabinieri in zone come quella del Compitese rappresentano molto di più di un presidio – dice la consigliera Giusfredi – speriamo che si trovi una soluzione per mantenere la caserma alla Pieve o comunque in una posizione centrale che vada incontro alle esigenze e alle necessità dei cittadini».
La caserma ha anche ragioni storiche oltre che di sicurezza. Dall’archivio di Stato si hanno tracce della nomina di un commissario e di un giudice di Compito fin dal 1600, in una sede poi trasformata in caserma dei carabinieri. E che in passato ha rischiato di scomparire dalla frazione, ma salvata grazie all'impegno delle istituzioni.
Nicola Nucci
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