Sicurezza
Paolo Mencacci racconta i mesi della lotta partigiana
LUCCA. Gli anni della sua adolescenza, tra i primi amori e l'esperienza partigiana. Il professor Paolo Mencacci, già primario all'ospedale di Lucca e scrittore, torna ancora una volta indietro nel...
LUCCA. Gli anni della sua adolescenza, tra i primi amori e l'esperienza partigiana. Il professor Paolo Mencacci, già primario all'ospedale di Lucca e scrittore, torna ancora una volta indietro nel tempo, come aveva già fatto nei precedenti racconti. Ma questa volta si sofferma su un periodo molto particolare. “1944. La mia lunga estate” è il titolo del suo ultimo libro, edito da Maria Facini Fazzi e la cui presentazione si terrà oggi alle 17,30 nella sede della Fondazione Banca del Monte, in piazza San Martino.
Con l'autore interverranno Giovanni Macchia, insegnante e dirigente scolastico in pensione e il sindaco Alessandro Tambellini. Nella prefazione Macchia parla del volume come di una raccolta di ricordi che compongono un libro di storia.
È storia, infatti, la narrazione degli incontri "carbonari" che Mencacci - all'epoca 15enne e adolescente alle prese con i primi amori - teneva con gli altri partigiani lucchesi sotto i forni del cimitero urbano di S. Anna. È storia la sua guardia, per due mesi ininterrotti, a una cassa di fucili paracadutati dagli americani. Agli episodi da lui vissuti in prima persona, poi, Mencacci aggiunge vicende che hanno visto protagonisti i suoi amici e familiari. Come quella “eroica” del fratello Alberto, al quale venne riconosciuto il merito, insieme ad altri tre compagni, di aver salvato Lucca dai bombardamenti degli alleati «che - dice Mencacci - erano già pronti a sganciare se non fossero intervenuti mio fratello e gli altri con un rocambolesco e pericoloso attraversamento del torrente Ozzeri per portare preziose informazioni». Fatti, persone, idee e luoghi che danno un ulteriore contributo alla conoscenza di quello che fu la seconda guerra mondiale in Lucchesia.
Paola Taddeucci
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